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(ASI) In occasione del 17 marzo ossia dell'anniversario del centocinquantesimo anno dalla proclamazione ufficiale del Regno d’Italia, Agenzia Stampa Italia ha voluto approfondire una lettura non conforme di questo evento storico pubblicando l'11/3/2011 un’intervista alla Professoressa Angela Pellicciari , esimia ricercatrice che ha dato alla luce diversi lavori sul tema, uno dei quali – Risorgimento da riscrivere (ed. Ares, 1998). Dopo la pubblicazione dell'articolo ci sono giunte in redazione diverse lettere. Motivo per cui, coerentemente alla nostra linea editoriale, ci è sembrato opportuno aprire un dibattito proponendo anche una diversa chiave di lettura degli stessi eventi storici rispetto a quella fornita dalla Professoressa Pellicciari.  Spetterà poi ai lettori, l' approfondire meglio o meno la materia e giudicare la bontà o meno delle tesi proposte.

 

                                                                                      Contestazioni a tesi più di parte che storicamente oggettive

 

In un’intervista all’agenzia Stampa Italia, la professoressa Angela Pellicciari sostiene che:

1. Lo Stato Italiano post risorgimentale agì in senso non anticlericale, ma anticattolico quando soppresse gli ordini religiosi e che la requisizione dei beni della chiesa sottrasse ai poveri una fonte di sostentamento derubando i religiosi degli averi che avevano accumulato nei secoli e che tutto questo, unito ad un’iniqua tassazione fu la causa di una’emigrazione di massa specie nei territori annessi al regno d’Italia

2. Lo stato italiano, in nome della libertà ha soppresso la proprietà privata in quanto ha requisito i beni della chiesa

3. Attribuisce al detto di D’Azelio “ l’Italia è fatta, ora bisogna fare gli italiani” il significato che si sarebbe dovuto fare degli italiani un popolo di miscredenti atei.

4. Afferma che il papato era favorevole all’unità d’Italia e quindi a perdere il potere temporale

5. La nascita dell’Unione Europea viene salutata con entusiasmo da tutta l’intellighenzia e da tutta la popolazione cattolica, perché l’anima dell’Europa è cristiana

6. Garibaldi, ossia colui che viene definito libertador, è stato un commerciante di schiavi

7. l’identità italiana preceda di secoli la costituzione di uno Stato unitario ed abbia come cemento la lingua, la cultura e la religione. Venendo meno la religione cattolica come religione della maggioranza degli italiani, vengono anche meno, a mio modo di vedere, le ragioni profonde di unità, tanto è vero che rischiamo oggi la dissoluzione.

 A queste affermazioni della professoressa mi sento di rispondere punto per punto:

1.I beni della chiesa non hanno mai contribuito in modo significativo ad alleviare la povertà del popolo che infatti è sempre restato nella miseria in cui era nato con la consolazione evangelica che “ questa è una valle di lacrime”. Viceversa i beni della chiesa hanno fatto arricchire diocesi e Vaticano. Ne sia la dimostrazione anche la recente scandalosa situazione dello IOR che tratta denaro con una disinvoltura degna di una mentalità più affaristica che spirituale. Ior che è arrivato persino ad essere indagato per riciclaggio del denaro sporco di molto dubbia provenienza, in contrasto con quanto affermato dal “vangelo” e dalla dottrina sociale della chiesa che predica la difesa delle classi più misere e oppresse. Il film “MIssion” ricorda un episodio tra i tanti, realmente accaduto dove la chiesa è complice del genocidio degli indios difesi da pochi eroici,disobbedienti gesuiti per difendere gli interessi materiali della chiesa e dei possidenti. Se poi andiamo a rivedere la storia della chiesa cattolica con la santa inquisizione, le crociate, i roghi di Giordano Bruno e di chi affermava la libertà di pensiero non si vede come si possa difenderne l’operato nella società! Quanto poi all’emigrazione, la professoressa dovrebbe spiegare coma mai essa colpì, sino ai primi del 900, anche piemontesi, lombardi e veneti, tanto che non vi è oggi quasi nessuno di quelle regioni che non abbia un parente in America. Confondere la generale miseria dell’epoca ed il desiderio di cercare una nuova vita migliore nelle nuove terre con la vessazione e l’oppressione dello Stato Italiano, vuol dire essere di parte e non vedere gli avvenimenti con obiettività.

2. Nello Stato Italiano la proprietà privata è sempre stata rispettata e la requisizione dei beni della chiesa è stato un atto che determinava come non era lecito avere dei privilegi rispetto ad uno stato che è laico e non confessionale. D’altronde vediamo ancora oggi che laddove essa può la chiesa pretende privilegi rispetto al resto dei cittadini come le esenzioni dalle tasse che le fondazioni religiose, le opere pie ecc ( addirittura a volte alberghi e spacci che fanno riferimento alla chiesa..).

3. E’ un’illazione fantasiosa, completamente gratuita e priva di ogni fondamento.

4. Il papato era talmente favorevole all’unità d’Italia che solo pochi decenni prima di Porta Pia ancora ghigliottinava i carbonari che complottavano per questo fine.

5. L’Europa, come entità culturale, storica e politica è nata ben prima del cristianesimo e risale a Roma imperiale. Il Cristianesimo è stato un successivo elemento che si è aggregato modificando in parte, ma non significativamente, l’essenza dell’Europa.

6. Sulla figura di Garibaldi e sul suo preteso “commercio di schiavi”, consigliamo alla professoressa Pellicciari la lettura illuminate del saggio “Contro la tesi di ,” di Phillip K. Cowie pubblicato nel 1998 nella “Rassegna storica del Risorgimento,” Roma. Vedrà che esso confuterà documentatamente e senza possibilità di equivoci, questa assurda tesi.

7. L’ipotesi cozza contro la realtà storica che dimostra come, anche senza la religione cattolica, l’Italia fu unità per secoli sotto Roma. Quella della professoressa Pellicciari è una visione clericale della storia d'Italia che però non è suffragata da alcuna prova.

 La fede religiosa, che è e deve essere comunque un fatto privato del cittadino e non invadere la sfera pubblica dove anche chi non crede ha gli stessi diritti, può essere un aiuto per certe persone, ma quando diventa ossessione e bigottismo annebbia la capacità di critica obiettiva ed impedisce la libera formazione del pensiero e delle convinzioni. 
 
 Alessandro Mezzano

 

 

 

* Il cui testo integrale dell'intervista fatto alla Professoressa Pellicciari lo trovate al seguente indirizzo:
http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2583:unita-ditalia-intervista-alla-profssa-angela-pellicciari-sulle-celebrazioni-&catid=19:interviste&Itemid=46

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