(ASI) "Buona Scuola: ''chiederemo il risarcimento danni per le spese sostenute dagli insegnanti deportati''. La Buona Scuola finirà in una aula di tribunale. Federcontribuenti: ''risarcimento danni per le spese di viaggio, di affitto, di trasloco e di mortificazione''.

"Non si è trattato di una libera scelta, gli insegnati sono stati ricattati e umiliati. Assegnazioni provvisorie? Chiamata diretta? Poche scuole al sud? ''Abbiamo aule al sud anche con più di 35 alunni''

Le spese di viaggio comprese di alloggio si risarciscono, sempre, ''succede per i deputati, per i manager di Stato e deve funzionare anche per quegli insegnanti mandati fuori regione'', si chiama giustizia, onestà, diritto e dovere. Addirittura ci sono esuberi tra gli insegnanti impiegati l'anno scorso e che hanno affrontato spese per stabilirsi lontano da casa e dalla famiglia, fatto non trascurabile visto che il nostro Stato, sul senso della Famiglia, ci ha costruito barbare propagande.

Al sud, dicono, non ci sono alunni, scuole, quando sarebbe giusto dire che al sud non ci sono scuole quanti sono gli alunni da accogliere, è una questione di spending review al contrario. Infatti abbiamo aule in sovraffollamento'.

Le denunce da fare sul sistema utilizzato sono tante ma, ''sappiamo l'inutilità ad alzare la voce, per cui Federcontribuenti ha deciso di lasciare alle aule di tribunale il dovere di ristabilire una giustizia sociale massacrata''. Gli insegnanti vanno risarciti.

''Lo scoramento di migliaia di insegnanti e la loro umiliazione avrebbero dovuto costringere la ministra Giannini a ripiegare le vele gonfie di ebro potere e arroganza e costringerla a rivedere con urgenza tutta la normativa come i criteri utilizzati per la chiamata diretta. Naturalmente siamo partiti con gli insegnanti che ci hanno contattato e faremo valere i loro diritti in un'aula di tribunale a partire dal risarcimento danni prodotto per aver distrutto la serenità delle loro famiglie e le spese affrontate per migrare anche a mille chilometri di distanza. L'insegnamento è una cosa seria specie negli anni dell'infanzia come in quella adolescenziale. Una volta gli insegnanti erano coloro chiamati a fare le veci dei genitori, oggi son stati costretti a fare dei provini umilianti oltre che a scegliere se rinunciare al lavoro o abbandonare la famiglia. Quale ministro potrebbe mai sentirsi fiera di tale, immane, deportazione'. La programmazione, la scelta dei libri da acquistare, la difficoltà nel legare con gli alunni conoscendoli e facendosi conoscere, tutte buone cose che alla Buona Scuola non interessano più.". E' quanto dichiara in un comuncicato Federcontribuenti.

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