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Politica Nazionale

Le contromosse di Renzi: spersonalizzazione e volti nuovi per evitare la disfatta d’autunno

Di Cenusa Alexandru Rares 22 Giugno 2016 – 10:48 3 min di lettura

matteo renzi(ASI) – Per il premier Matteo Renzi potrebbe esser giunta la svolta decisiva. Dopo il disastroso esito delle amministrative che , con poche eccezioni, hanno visto il tracollo del Pd, il premier segretario corre ai ripari. La ricetta di Renzi per il futuro del Pd e del suo governo pare preveda due novità rispetto all’ultima tronata elettorale: maggior presenza di volti nuovi, ma sempre da scegliersi tra i fedelissimi renziani, e spersonalizzazione dello scontro.


Secondo quanto trapelato da ambienti vicini al Pd, molti, soprattutto tra i cosiddetti “giovani turchi”, avrebbero chiesto al premier segretario un passo indietro sull’impostazione “personalistica” data alle consultazioni popolari. In sostanza sarebbe stato chiesto al premier di cessare di focalizzare lo scontro su un “uno contro tutti” che parrebbe ormai chiaro essere andato a discapito dello stesso “uno”, cioè del premier Renzi. Dello stesso avviso sarebbero anche pezzi importanti del Pd e uomini di peso come Dario Franceschini e l’ex sindaco di Torino, Piero Fassino. A vacillare anche il supporto dell’ex presidente Napolitano, sempre più preoccupato per la tenuta del governo. La criticità sollevata consta in una semplice domanda “se alle amministrative, che di norma sono espressioni delle dinamiche territoriali, “l’uno contro tutti” è finito per diventare un “tutti contro Renzi”; cosa accadrà al referendum costituzionale d’autunno dove non ci saranno dinamiche locali ad influenzare lo scontro?”. Tale preoccupazione pare senz’altro ancor più condivisibile alla luce del fatto che il premier, ed anche la sua squadra di governo, hanno più volte ribadito nei mesi scorsi la volontà di dimettersi qualora il voto referendario avesse visto bocciate le istanze del governo. Il premier segretario però non ci sta, e per tutta risposta alle critiche che gli vengono mosse ha fatto sapere che non rinuncerà a scendere personalmente in campo a sostegno del proprio operato. “Anche se io non personalizzassi lo scontro lo farebbero gli altri. Mi pare chiaro che i miei avversari politici spingano su questo tasto. Pur di non affrontare i contenuti della riforma, per non trovarsi dunque in difficoltà, diranno che questo referendum serve per cacciarmi” – ha spiegato Matteo Renzi.
Nonostante il desiderio di non arretrare nelle proprie convinzioni, il premier segretario avrebbe comunque deciso che lo stato attuale del partito non offre sufficienti garanzie per il futuro a breve e medio termine. Il premier Renzi sarebbe dunque corso ai ripari e avrebbe impostato una lista di personaggi nuovi da proporre alla direzione del partito di venerdì. La formulazione di una tale lista si sarebbe per altro resa necessaria in considerazione dell’annullamento di qualsivoglia “rendita di posizione” in seguito alle scorse amministrative. La caduta di Fassino a Torino, e di Orfini e Giachetti a Roma, hanno chiaramente lasciato intendere che il sentimento popolare si muove in direzione di una spiccata istanza di rinnovamento. Per il premier si tratterebbe dunque di lasciar spazio a volti nuovi, ma al tempo stesso ben collaudati e, soprattutto, affidabili renziani. Ecco dunque che sono spuntati i nomi di Enrico Rossi, attuale governatore della Toscana, Vasco Errani, il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina (accreditato per la vice segreteria del partito) e Nicola Zingaretti, attuale presidente della regione Lazio. Preso atto che gli italiani sembrano non gradire più “l’usato sicuro”, fin ora un “valore aggiunto” per il Pd, il premier segretario parrebbe aver deciso di puntare sull’usato “a chilometro zero”. A questi andranno ad aggiungersi anche alcuni dei “fedelissimi tra i fedelissimi” di Renzi, come Luca Lotti e Lorenzo Guerini. Si tratta di volti decisamente nuovi della politica, il cui ottimo lavoro per la segreteria renziana svolto in questo periodo potrebbe garantire ruoli di primo piano nel prossimo futuro.

Alexandru Rares Cenusa – Agenzia Stampa Italia

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