Martedì, 4 Agosto 2026
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Politica Nazionale

Olio dalla Tunisia, On. Gallinella (M5S): “Colpo basso per la nostra olivicoltura”

(ASI) “Non bastavano mosca olearia e batterio Xylella, ora ci si mette pure la politica, dal Pd al Ppe, a far danno all’olivicoltura di casa nostra”. Così il deputato 5stelle Filippo Gallinella commenta l’esito della votazione in commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo che ha appena approvato l’importazione senza

Di Redazione ASI 27 Gennaio 2016 – 10:32 2 min di lettura

dazi nell’Unione di una quota annua di 35.000 tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia. Quota che si somma alle 56.700 tonnellate annue già previste dall’accordo di associazione Ue – Tunisia.

“Si tratta di una misura in vigore per due anni – sottolinea il portavoce umbro 5stelle – che danneggerà fortemente la nostra produzione. L’aumento delle importazioni dalla Tunisia avrà un impatto pesantissimo sulla nostra olivicoltura. Come ha detto recentemente il presidente della Camera di Commercio di Perugia, Giorgio Mencaroni, l’olio rappresenta un biglietto da visita per l’immagine e la promozione dell’Umbria, ora a rischio per questa scellerata decisione europea. Sconcerta che gli europarlamentari italiani, con la sola eccezione del M5S, non abbiano difeso il nostro oro verde”. 

Gallinella ricorda come la decisione, già oggetto di una interrogazione parlamentare firmata dal deputato 5stelle umbro, arrivi dopo la crisi causata dalla mosca olearia: “I nostri produttori si stavano appena affacciando ad una stagione di svolta dopo la crisi del 2014, erano pronti a scommettere nuovamente su innovazione tecnologica e valorizzazione della biodiversità ed ora gli arriva la tegola dell’importazione senza dazi di ingenti quantità di olio dalla Tunisia”.

Un colpo “basso”, rincara l’onorevole penta stellato, per Umbria “dove registriamo circa 24mila aziende agricole che coltivano olivo, per un totale di 30mila ettari di oliveti, di cui una importante percentuale riconosciuta come Dop Umbria che con le sue 5 sottozone è la terza per dimensione in Italia. Un patrimonio che sarà sottoposto ad una concorrenza spietata a causa dell’ennesima assurdità in salsa europea, sostenuta dagli europarlamentari Pd. Tutto ciò mentre il Piano Olivicolo Nazionale giace ancora dimenticato nei cassetti del ministro Maurizio Martina. La conclusione è solo una: il presente e il futuro dell’olivicoltura umbra e italiana non sembrano interessare al partito democratico di governo”.

Nota della Redazione

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