Dati Eurostat su lavoro e produzione, On. Gallinella (M5S) va all'attacco : "L'Italia del Pd procede con il freno tirato. Il 2016 sarà l'anno della verità per la politica"
(ASI) "L'Italia guidata dal Partito democratico procede con il freno tirato, altro che ripresa". Così, il deputato 5stelle Filippo Gallinella commenta i dati Eurostat su produzione industriale ed occupazione rielaborati dal ministero dello Sviluppo economico.
"L'Italia – afferma il portavoce umbro penta stellato – registra i dati peggiori con riferimento al mercato del lavoro, soprattutto quello giovanile, e al recupero produttivo rispetto agli altri Paesi europei. I dati dicono che siamo gli ultimi in Europa". Le principali cause dello stallo, continua l'esponente 5stelle, vanno ricercate nelle misure adottate dal governo, a cominciare dalla riforma del lavoro, e nella moneta unica: "il Jobs act crea incertezza. I dati dimostrano che pagare meno il lavoratore non rende più produttivi e che l'euro condanna l'Italia alla maglia nera".
Secondo l'onorevole Gallinella sono tre i fronti su cui si deve intervenire per cambiare subito marcia. "Per aumentare il tasso di occupazione – dichiara il parlamentare umbro - occorre puntare su innovazione e ricerca, occorre rafforzare l'insegnamento delle materie scientifiche, temi su cui la riforma della scuola è assente. Per recuperare le perdite della crisi a livello di produzione industriale è necessario facilitare l'accesso al credito e cambiare le regole di Basilea. E' ora – insiste Gallinella - che il governo invece di difendere le banche e gli editori amici, che grazie al decreto Milleproroghe continueranno ad incassare oltre cento milioni di euro dalla pubblicità legale sui giornali di carta, si metta al fianco di cittadini e di imprese e potenzi strumenti come il microcredito sostenuto dal M5S che sta portando risultati e benefici concreti".
Per Gallinella "il 2016 sarà l'anno della verità per la politica italiana. I cittadini verranno chiamati a eleggere nuove amministrazioni da Milano a Napoli passando per l'Umbria. Vedremo se vincerà il desiderio o la paura di cambiamento".
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