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Politica Nazionale

Iraq: M5S: "Italia in guerra nel silenzio. No a un'altra Nassiriya"

Di Redazione ASI 20 Dicembre 2015 – 20:43 2 min di lettura
(ASI) Roma  - "Nel pieno della legge di Stabilità, Matteo Renzi ha annunciato en passant l'invio di 450 militari italiani a Mosul, in Iraq, nel quadro di una missione unilaterale ad altissimo rischio per i nostri soldati. Mentre tutti gli occhi sono puntati su temi di politica interna, questo governo sta trascinando il Paese in un'altra terribile guerra, nonostante gli annunci contrari degli ultimi mesi. E lo sta facendo nel mero interesse di ricucire un finto strappo con Washington dopo l'altolà alle sanzioni europee verso Mosca: così Renzi ha deciso di sacrificare la vita dei nostri soldati, perseguendo logiche interventiste già dimostratesi fallimentari in passato, con il rischio che presto il Paese potrà trovarsi di fronte al dramma di un'altra tragedia come quella di Nassiriya. Se così fosse il governo pagherà un caro prezzo". Lo dichiarano, in una nota congiunta, deputati e senatori M5S delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, spiegando che "negli ultimi giorni l'Isis ha sferrato numerosi attacchi, anche kamikaze, nell'area limitrofa a dove sarà di stanza il reggimento, mentre alcuni leader del battaglione Kata'ib Hezbollah hanno già affermato che considereranno i 450 militari italiani come una forza occupante. Notizie che ci preoccupano fortemente, soprattutto se si considera che la missione in sé non ha alcuna natura giuridica, poiché non ha ricevuto un avallo delle Nazioni Unite. Su questi punti - fanno sapere i parlamentari - abbiamo presentato un'interrogazione al governo chiedendo anche quali siano i tempi e i costi della missione, ci auguriamo di ricevere una risposta immediata ed esaustiva, ferma restando la nostra totale opposizione. Infine ci domandiamo quale siano i reali motivi che spingerebbero l'esecutivo ad inviare in questo momento 450 militari in Iraq, visto che la diga in questione è a rischio crollo non da ieri, bensì da una decina d'anni e la Trevi di Cesena nei giorni scorsi ha fatto sapere di non essersi ancora aggiudicata l'appalto. Non troppi giorni fa - concludono i 5 Stelle - avevamo sentito dire al premier di non voler rincorrere le bombe degli altri. Ebbene, oggi sta facendo di peggio, sta mandando i nostri militari al martirio".
 
Nota della Redazione

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