(ASI) "Il Ministero del Lavoro deve smettere di finanziare in modo scriteriato le imprese degli stranieri senza prima aver verificato le condizioni di quegli esercizi commerciali quali frutterie, minimarket, autolavaggi e casalinghi cinesi, che esercitano in modo completamente abusivo, senza un pos, o magari anche senza partita IVA, favorendo il lavoro nero e la concorrenza scorretta.

Perciò, quei soldi, prima che ai giovani stranieri, devono andare alle nostre imprese in difficoltà e ai lavoratori, che siano italiani o no, che stanno contribuendo a risollevare il Paese". Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, in merito all'avviso pubblico per la concessione di "contributi e servizi per nuove imprese o per auto impiego a giovani stranieri tra i 18 e i 30 anni di paesi non UE o a giovani tra i 18 e i 30 anni con origini da paesi non UE con cittadinanza italiana acquisita dopo la nascita" nell'ambito del progetto "Programmazione e gestione delle politiche migratorie", pubblicato da ItaliaLavoro, società totalmente partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che opera, per legge, come ente strumentale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per la promozione e la gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell'occupazione e dell'inclusione sociale.

"Assurdo inoltre - prosegue Santori – come il ministro Poletti e il premier Renzi vogliano mettere le imprese degli stranieri alle calcagna delle nostre. Difatti, i criteri di ripartizione della somma sul territorio nazionale tengono conto, contestualmente, della percentuale di popolazione straniera presente sul territorio regionale e della presenza e del tasso di crescita delle imprese straniere sui territori, anche in rapporto alle imprese italiane. Ciò significa che dove sono imprese italiane e poche imprese straniere, queste ultime devono crescere. Peccato che crescono un po' troppo velocemente, perché la gran parte delle volte la concorrenza è falsata a causa dell'evasione, del lavoro nero e di altre pratiche scorrette che il nostro Paese non è in grado di sanzionare. Inoltre sanno che fine hanno fatto le imprese finanziate nel passato con simili azioni? Nel Lazio verranno destinati il 60 percento dei fondi complessivamente erogati, alla Campania il 25 percento ed alla Sicilia il rimanente 15 percento. In via approssimativa, quindi, nella nostra regione, ma soprattutto a Roma e provincia, potrebbero essere finanziate ben oltre 100 imprese, assegnando un contributo a fondo perduto fino ad un massimo 10.000,00 Euro a beneficiario. Oltre 100 potenziali buchi neri della grande catena dei prestanome, dell'evasione e del riciclaggio.

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