La candidata alla presidenza della Regione Umbria interviene sulla legge elettorale umbra, dopo l'articolo sul Corriere della Sera a firma di Giovanni Belardelli.

 

(ASI) Perugia, – Anche il Corriere della Sera, con un articolo a firma Giovanni Belardelli, ha denunciato alla pubblica opinione nazionale la legge elettorale -vergogna umbra.

Una legge tutta da riscrivere, in quanto è in palese violazione della Costituzione (articoli 3, 48, 121) e dei più elementari principi di rappresentatività di organi elettivi già sottolineati nella sentenza n.1/2014 della Corte Costituzionale.

In Umbria è in atto un tentativo di auto-conservazione della casta politica al potere.

Tentativo capeggiato dalla Governatrice uscente, Catiuscia Marini e dall'autoproclamatosi candidato governatore Claudio Ricci con al seguito un'accozzaglia di forze falsamente d'opposizione come Forza Italia e NCD e cosiddette liste civiche di ispirazione cattolica che, oltre alla benedizione del coordinatore Ncd, hanno ricevuto anche il placet del falso oltranzista Salvini.

Ricci, per sua stessa ammissione, vuole mettere "al centro i partiti con le civiche per allargare il consenso".

Durante il question time presentato nei giorni scorsi a firma del M5S, la ministra Boschi ha replicato "allo stato, non pare sussistano profili di incostituzionalità".

La legge elettorale è stata voluta e votata in maniera bi-partisan dal Consiglio regionale uscente, con sinistra e destra tutti d'accordo, nonostante la sottolineatura della relazione tecnica-illustrativa degli uffici regionali che imponeva la necessità di una soglia minima per assegnare il premio di maggioranza.

Ma, evidentemente, la politica umbra in questi giorni di fine legislatura, non ha resistito a calpestare qualsiasi rappresentatività regalando l'ultimo atto anti-democratico al popolo umbro, con una votazione che lascia pochi dubbi sull'intento di autoconservazione dei rappresentanti dei partiti esistenti. Pd, Psi, FdI, Ncd, FI hanno infatti tutti votato favorevolmente alla legge vergogna.

Quali gli effetti concreti di questa legge vergogna? Ipotizzando una coalizione Marini (Pd+alleati) vincente con il 42,9%, una coalizione Ricci (centrodestra), seconda con il 35,7%, Laura Alunni del M5S al 14,3% e un'ipotetica lista di "sinistra" al 7,1%, alla presidente uscente andrebbero 12 seggi e uno, grazie al 'premio di minoranza', a Ricci come miglior perdente.

I residui 7 seggi verrebbero assegnati alle altre coalizioni o liste con lo stesso metodo del primo riparto: 5 andrebbero alla coalizione di Claudio Ricci, 2 al M5S (uno a Laura Alunni) . Pur con il 7,1% rimarrebbe esclusa la lista di "sinistra".

L'indecoroso spettacolo di fine legislatura a cui i cittadini umbri stanno assistendo, in spregio delle legittime aspettative degli elettori e dei principi affermati dalla Costituzione e dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, rappresenta l'ultimo sussulto di una classe politica costantemente ripiegata su se' stessa, inadatta a dare soluzioni democratiche, realmente condivise e partecipate.
Una classe politica in completo declino, destinata ad implodere.

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