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(ASI) Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in conclusione della sua visita di Stato a Berlino ha lanciato un appello affinchè tutta l'Unione europea, e non solo l'Italia e gli altri singoli Stati membri che si affacciano sul Mediterraneo, si faccia carico dell'emergenza immigrazione a seguito della crisi nei paesi del Maghreb ma “senza cedere a vittimismi e allarmismi”.

Secondo Napolitano va garantita la transizione in Libia verso "un regime che riconosca libertà e diritti e collabori con la Ue". E aggiunge: "L'Italia non ha mai posto veti o rifiuti a sanzioni" nei confronti della Libia, ma "il luogo in cui discutere di sanzioni, affinché abbiamo una adeguata base giuridica ed efficacia è l'Onu. Poi ognuno ha le sue posizioni. Però - puntualizza il Capo dello Stato - noi abbiamo la grossa questione di garantire la sicurezza degli italiani e degli stranieri in Libia, delle misure da attivare per evacuarli in caso di necessità, e mi pare che siano già scattate, di arrestare una violenza repressiva inaccettabile, di una transizione ordinata verso un regime che riconosca libertà e diritti e collabori con la Ue".

Il Ministro Franco Frattini che ha accompagnato il Capo dello Stato, dopo un colloquio con l’omologo tedesco Guido Westerwelle, ha detto che l’Italia e la Germania sosterranno congiuntamente l'invio immediato di una missione Onu di monitoraggio della situazione in Libia. Con riferimento alla Libia, Frattini, come ha sostenuto il Capo dello Stato, ha affermato che l'Italia “condivide l'opzione dell’ adozione di sanzioni personali e patrimoniali mirate che dovessero essere proposte a livello europeo”. Secondo il Ministro “noi non possiamo sapere che cosa accadrà, però, è chiaro che chi ha compiuto questi atti così orribili non può essere evidentemente in nessun modo sostenuto dalla comunità internazionale e quindi neanche dall'Italia, ovviamente". Quanto al monitoraggio Onu in Libia, Frattini ha detto che l’Italia e Germania nella riunione ministeriale del Consiglio diritti umani Onu di lunedì 28 febbraio, sosterranno congiuntamente la richiesta di tale monitoraggio. “L’Italia – ha sostenuto il Ministro – ritiene che il Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite debba chiedere alle autorità libiche di consentire l'immediato invio di una missione Onu di monitoraggio della situazione sul terreno che possa altresì avviare un'inchiesta indipendente sotto l'egida delle Nazioni Unite sulle gravi violenze in territorio libico”. Sempre per quanto riguarda la situazione in Libia il Ministro ha detto che sarebbe molto importante che coloro che sono gli organizzatori, i promotori dell'azione di ribellione al regime (libico) respingessero con forza la solidarietà di Al Qaida, cioè respingessero tutte le profferte di simpatia e di vicinanza che sono state formulate dall'organizzazione terroristica. Questo mi sembra fondamentale che accada", ha precisato Frattini spiegando di aver parlato di questo tema anche con il suo omologo tedesco. "Ho sottolineato con il ministro Westerwelle l'importanza di tenere completamente distinta la situazione delle violenze evidentemente che si stanno registrando nel territorio libico con questa dichiarazione dei siti di Al Qaida Magreb di sostenere la rivolta contro il regime di Gheddafi’’.

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