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(ASI) La Commissione europea assesta un duro colpo al progetto del South Stream, gasdotto che ha l’obiettivo di convogliare il gas russo in Europa senza passare per l'Ucraina. Bruxelles, dopo aver «analizzato» in particolare «gli accordi intergovernativi» tra Mosca e i Paesi che saranno solcati dal braccio principale di South Stream – Austria, Bulgaria, Croazia, Grecia, Serbia, Slovenia e Ungheria – è arrivato «alla conclusione che nessuna di quelle intese è in regola con le leggi Ue».

Ad annunciarlo, dopo aver incontrato a Bruxelles alcuni rappresentanti del Cremlino, è il tedesco Klaus-Dieter Borchardt, figura apicale della Direzione generale per l’Energia.

Affinché possa riavviarsi la negoziazione con Mosca, è necessario a questo punto che venga assicurato che le tariffe siano determinate da un organismo terzo e non solo da Gazprom; che venga rispettata la regola dell'“unbundling”, ossia che produttore e consumatore non coincidano; che il gasdotto venga utilizzato anche da altre aziende interessate a distribuire gas.

Se Mosca dovesse rifiutare le regole imposte dalla Commissione Ue, i membri coinvolti nella trattativa dovranno invalidare le intese. Dal canto suo l’Ue, come avverte Borchardt, «ha gli strumenti e le proprie vie» per costringerli a farlo. Gli strumenti corrispondono alle procedure d’infrazioni e a salate multe.

Le minacce di Bruxelles non sembrano però intimorire i Paesi interessati ad un accordo energetico con la Russia. Prova in tal senso vi è stata lo scorso 31 ottobre allorquando, nonostante le riserve espresse formalmente dall’Unione europea alla Bulgaria, le autorità di Sofia hanno inaugurato la sezione bulgara del gasdotto.

Il ministro dell’Energia serbo, Zorana Mihajlovic, ha dichiarato che a Belgrado non è giunta nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’Ue circa la non conformità con le direttive dell’Unione del gasdotto South Stream. Pertanto, la costruzione della sua sezione serba «proseguirà senza interruzioni».

La notizia ha suscitato insofferenza alla Gazprom. L’azienda russa ha pubblicato un comunicato in cui si dichiara «sorpresa» e «delusa» che «la Commissione europea abbia manifestato le sue preoccupazioni solo ora, dopo l'inizio dei lavori di costruzione».

«Questa infelice tempistica - prosegue la nota del colosso energetico - è ancor meno comprensibile dato che South Stream ha ricevuto lo status di priorità nazionale in diversi stati membri Ue». Conclude la nota che la costruzione del gasdotto proseguirà come previsto, «nel pieno rispetto delle leggi locali e degli standard internazionali».

Federico Cenci - Agenzia Stampa Italia

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