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(ASI) Reggio Calabria. Lettere in Redazione - La vergognosa decisione di togliere la scorta e la protezione armata a difesa dell’incolumità fisica della coraggiosa e battagliera on. Angela Napoli, rappresenta il primo funesto frutto avvelenato prodotto dall’indecente governo dell’inciucio Letta-Berlusconi-Alfano: un meschino accordo di potere che rappresenta una mega-truffa nei confronti degli elettori italiani e che il PD pagherà molto amaramente.

L’on. Angela Napoli, come tragicamente emerso da numerose inchieste della magistratura e da molteplici intercettazioni relative a dialoghi tra esponenti di primissimo piano delle cosche della ‘ndrangheta, sta drammaticamente correndo seri rischi per la sua vita. Rischi che lo Stato ben conosce e, nei fatti, sta avallando.

L’assurda decisione di isolare Angela Napoli si basa su false e bugiarde motivazioni formali che nulla hanno a che vedere con l’effettiva realtà dei fatti.

Diciamo la verità senza finzioni: l’on. Napoli paga un prezzo altissimo per la sua coerenza e dirittura morale che l’hanno vista e la vedono protagonista di una durissima battaglia per la legalità e contro la ‘ndrangheta. Una lotta che conduce, a viso aperto e senza guardare in faccia nessuno, nei confronti della gestione fallimentare che ha caratterizzato prima il Comune di Reggio Calabria e poi la Regione Calabria entrambe, guarda caso, guidate, in tempi diversi, da Giuseppe Scopelliti, l’inventore del “modello-Reggio”: il putrido sistema di potere che ha affossato in un mare di debiti e spazzatura la città di Reggio e che oggi è stato esportato alla Regione Calabria.

Pertanto, ribadiamo con forza che bisogna avere il coraggio di dire la verità senza reticenze e con assoluta, quanto scomoda, chiarezza.

In tal senso, è spontaneo chiedersi e porre il seguente quesito all’opinione pubblica: è solamente una coincidenza il fatto che la scorta all’on. Angela Napoli venga revocata soltanto qualche giorno dopo l’insediamento al Viminale del ministro Alfano, il quale è anche il segretario del PDL partito che in Calabria è guidato da Giuseppe Scopelliti?

A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”: sosteneva qualcuno molto pratico di questioni di potere e di governo…...

A questo punto, visto lo “zelo ad orologeria” del Viminale, con la stessa chiarezza e linearità è indispensabile e opportuno chiedere al Presidente del Consiglio Letta e allo stesso ministro dell’Interno Alfano: che senso ha l’altissimo spiegamento di forze utilizzato per la tutela (da chi e da che cosa???), a spese dello Stato, del presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti? Una scorta assolutamente ingiustificata e ingiustificabile nei numeri e nei mezzi impiegati, poiché essere presidente di una regione non legittima uno spreco così alto di denaro della collettività e di incolpevoli agenti di Polizia che, soprattutto nella nostra realtà, sarebbero decisamente più utili in servizi di contrasto contro la ‘ndrangheta. A meno che qualcuno non voglia ammettere che la scorta sia uno status-symbol da utilizzare, magari, per farsi accompagnare in situazioni non proprio consigliate ai rappresentanti delle forze dell’ordine.

Pertanto, all’on. Angela Napoli - dalla quale, a scanso di equivoci, ci separano profondissime differenze ideologiche e visioni culturali, - esprimiamo profonda vicinanza e sentita solidarietà; le diciamo che non è sola nella difficile battaglia per la legalità e contro le pesanti commistioni tra ‘ndrangheta e politica che, nella nostra realtà, non sono state scalfite e opprimono pesantemente la società reggina e calabrese.

IL SEGRETARIO CITTADINO DEL PdCI DI REGGIO CALABRIA

Ivan Tripodi

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