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(ASI) Sabato 9 febbraio è stata inaugurata la sede del P.D.I. Popolo d’Italia, il Movimento Politico Federativo nato ad opera di cinquanta professionisti e imprenditori che decidono di unirsi e lottare insieme per i propri diritti. Ad aprire la cerimonia, presso la nuova sede in via degli Scialoja 3 a Roma, il presidente del P.D.I. Antonino Magistro, ex Presidente della DC:“In politica bisogna puntare sulle persone, le etichette sono un vestito che ci si mette addosso nel momento in cui si va a fare la campagna elettorale. che sono in grado di rappresentare al meglio il cittadino.” All’evento erano presenti alcuni responsabili di movimenti, partiti, associazioni, sindacati e alcuni noti onorevoli del centro e del centrodestra tra cui Pino Gherardi, Italo Tartaglia e l’ex Presidente della Camera dei Deputati Irene Pivetti, ritornata in politica e candidata alle prossime tornate elettorali per la Regione Lazio: “Credo che in questo luogo si combinino molto bene due iniziative, la prima è l’assunzione di responsabilità politica che in un momento come questo, in cui gli italiani sono molto risentiti della classe politica, bisogna avere il coraggio e il senso di responsabilità di dire che non per il fatto che ci siano dei politici indegni la politica in se è una cosa indegna. Avere il coraggio di mettere la faccia al servizio di una attività nobile come la politica al servizio di una realtà insostituibile come le istituzioni democratiche significa fare una scelta profondamente morale”.

Il Movimento nato nel 2009 e poi archiviato per alcune ragioni, riprende oggi il suo impegno per una società più unita e solidale. Il P.D.I. rappresenta una vera e propria novità all’interno del panorama politico nazionale italiano. All’interno coesistono e operano, in maniera sinergica, diverse realtà. Non solo. Nel contesto attuale ha rotto gli schemi canonici di collaborazione aprendosi alle condivisioni con altri pensieri politici. “Siamo al centro e dialoghiamo con il centrodestra e questa è una prerogativa diversa da quelle tipiche” dice il Presidente Antonino Magistro, e quando gli viene chiesto se l’immagine che ha lasciato Silvio Berlusconi della destra e della politica modifichi la visione del cittadino sul ruolo che oggi ha la politica all’interno della società, risponde: “Non dobbiamo dare le colpe della partitica solo a Berlusconi, il venir meno nei confronti di un rapporto corretto e leale tra i cittadini e i partiti ha portato a un ‘disinnamoramento’. Noi dobbiamo recuperare questo terreno, dobbiamo portare le persone verso una politica vera, buona, fatta di azioni nobili e impegno. L’arte nobile della politica è di interpretare i bisogni del cittadino; se riuscissimo a far ritornare ad amare la politica in quanto servizio per il cittadino e quindi eliminare l’odio e le opposizioni, se riuscissimo a far declinare questo nuovo modo di intendere la politica come impegno sociale, io sono convinto che i cittadini e gli elettori si riavvicinerebbero alla politica e quindi guarderebbero le istituzioni in maniera diversa. La colpa è di tutti, abbiamo avuto l’Italia commissariata per 13 mesi; non ci sarebbe stato bisogno di un paese con un governo tecnico, se la politica non avesse abdicato e, se la politica avesse mantenuto il suo ruolo in questo paese, noi oggi avremmo avuto la fine di una legislatura e l’inizio di un’altra.”

L’incontro di sabato scorso non è stato solo un evento inaugurativo: in sé porta la premessa per la nascita di nuovi ideali politici attraverso la cooperazione tra rappresentanti di precedenti movimenti contrapposti nel panorama della politica italiana. L’intento è quello di cooperare al fine di recuperare il vero valore della politica focalizzando l’attenzione sui bisogni dei cittadini e mettendo da parte i contrasti interni tra i partiti.

 

 

(In Foto a partire da sinistra; Pino Gherardi, Irene Pivetti, Antonino Magistro e Italo Tartaglia)

 

 

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