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Politica Nazionale

Berlusconi verso Waterloo...

Di Daniele Corvi 30 Novembre 2012 – 02:33 2 min di lettura

(ASI) Se l’effetto primarie ha giovato moltissimo al centro-sinistra, rianimato dal giovane Matteo Renzi, sul fronte Pdl la crisi è sempre più nera e dipende tutto dal suo sovrano Silvio Berlusconi. Le prime fantomatiche primarie del centro-destra, rinviate di volta in volta pare che non ci siano più, come detto dall’onorevole Maurizio Lupi a Porta a porta e parrebbe di nuovo la palla tornare a Berlusconi sempre più convinto di tornare in campo. Nel giro di un mese il Cavaliere ricambia le carte in tavola, ma in questo arco temporale c’è stata una condanna per frode fiscale, che pesa  e non  poco. Molto dipenderà dalle primarie del centro-sinistra e se, come risulta probabile, vincerà Bersani, allora Berlusconi sfodererà il nuovo partito sulle orme del suo ingresso nel 1994, che ricalcherà, appunto, “Forza Italia”.

Staccati ormai i finiani in Futuro e libertà, gli ex An di Silvo, però, non sembrano molto propensi e probabilmente si scorporeranno anch’essi e così i vari La Russa, Cicchitto andrebbero via, rimarrebbero, invece, Bondi, Gelmini, Santanché, Prestigiacomo con Alfano, forse reintegrato come coordinatore e con l’esclusione (forse clamorosa per i gossip) della Carfagna. Berlusconi, imitando lo stile del Milan, vorrebbe mettere al centro del progetto sé stesso circondato da un gruppetto di nuovi giovani sorprendenti (per il glamour e la bellezza forse?). Insomma il Cavaliere sarebbe Pato, sperando che ci siano tanti El Sharaawy e De Sciglio, ma se il Milan è a -14 dalla vetta qualcosa vorrà dire e di questi tempi Pato e non solo fanno impazzire le folle.

La Meloni insiste per le primarie a gennaio, per dare credibilità ed ella stessa è disposta a candidarsi contro il Cavaliere, pur essendo convinta della sconfitta, ma Berlusconi non accetta che la sua persona e figura vengano messe in discussione, in quanto fondatore di tutto quello che è stato per la destra che conta dal 1994 a oggi. Il quadro, insomma, che emerge è del tutto confuso, con un Berlusconi, che cerca in tutti i modi di riemergere, ma che rischia di schiantarsi. I soldatini non sono più fedeli, non convincono e l’elettorato è sempre più sottile.

Forse il Cavaliere avrebbe dovuto puntare su un giovane rivale in stile Renzi per alimentarsi e non su un “bamboccione” Alfano, che  cresciuto a pane di Forza Italia prima e a Popolo della libertà poi non è minimamente in grado di porre un alternativa a Berlusconi in primis e soprattutto al centro-sinistra. Vedendo la versatilità del sindaco di Firenze,  il Cavaliere avrebbe dovuto prendere non il solito suddito, ma un giovane che o sfidasse e mettesse pepe al partito (magari un ex An o della Lega) e che si apprestasse alla successione. Silvio Berlusconi prova il colpo di coda, ma primarie o non primarie, sembra ormai un Napoleone che si appresta alla sua Waterloo...

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia

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