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Politica Nazionale

PdCI di Reggio Calabria replica alla nota dell'Amministrazione comunale

Di Redazione ASI 7 Settembre 2012 – 23:00 3 min di lettura

(ASI) Lettere in Redazione. Reggio Calabria Siamo alle solite: il noioso copione si ripete. L’Amministrazione comunale di Reggio Calabria, come sempre, evita di rispondere o, nel migliore dei casi, balbetta nervosamente sul merito concreto delle dettagliate questioni che vengono denunciate. Del resto i termini della delicatissima vicenda che, pubblicamente, abbiamo posto sono palesi, inequivocabili e incontrovertibili.

Andiamo con ordine.

La ditta Caridi costruzioni si è aggiudicata i lavori per la messa in sicurezza di sei scuole della città, che sono: Nosside di Ravagnese, Cassiodoro di Pellaro, Lombardo Radice di Catona, Salice di Catona, Gallico Marina e Montalbetti di Reggio. La Prefettura, a seguito di un’istruttoria, ha disposto l’interdizione antimafia nei confronti della suindicata ditta. Il Comune di Reggio ha, incredibilmente, fatto trascorrere ben sette mesi prima di procedere al semplice atto dovuto che consisterebbe nella revoca immediata dell’aggiudicazione dei lavori in questione.

Quindi, nonostante i sofismi e le consuete minacce che ci sono giunte da Palazzo S. Giorgio, i particolari della scottante questione sono chiarissimi e non lasciano spazio ad alcuna interpretazione soggettiva.

Perciò, a scanso di ulteriori equivoci e per maggiore chiarezza, poniamo tre semplici interrogativi.

1) E’ vero che la Prefettura ha comunicato l’interdizione antimafia riguardante la citata ditta in data 2 febbraio 2012?

2) E’ vero che la revoca dell’appalto è, incredibilmente, avvenuta solamente il 4 settembre 2012?

Pertanto, sono trascorsi sette mesi prima della semplice applicazione di una disposizione interdittiva della Prefettura che, bisogna ricordarlo, nessun comune della Repubblica Italiana può emendare o, peggio, disattendere.

3) Quanti lavori negli ultimi anni l’impresa interdetta ha effettuato per il Comune di Reggio Calabria senza esibire l’apposita certificazione antimafia?

Per quanto ci riguarda, respingiamo al mittente le volgari insinuazioni contenute nel comunicato dell’amministrazione comunale, poiché, come risulta ineludibilmente dai fatti, non abbiamo assolutamente diffuso notizie false e tendenziose.

Al sindaco Arena diciamo che le minacce non ci spaventano affatto e che, eventualmente, saremo felicissimi di rendere edotta la Magistratura su questa nuova tragica vicenda, affinché si possano valutare le precise responsabilità penali che si celano dietro questo, a nostro avviso, gravissimo comportamento amministrativo. E’ del tutto evidente che questo episodio evidenzia il pesantissimo livello di infiltrazione mafiosa che vive il Comune di Reggio Calabria.

Risulta, pertanto, patetico il tentativo, che la nota stampa del Comune appalesa, di scaricare sui non meglio identificati “Uffici Comunali” quelle che sono categoriche responsabilità politiche ed amministrative in capo al Sindaco e all’Amministrazione, perché, com’è noto, se un dirigente omette l’adozione di atti d’ufficio dovuti, l’Amministrazione Comunale non può assolutamente fare finta di nulla. Ma, anzi, deve provvedere immediatamente, assumendo tutti gli atti straordinari che il caso richiede. Tutto questo ovviamente non è avvenuto al Comune di Reggio.

Non è, quindi, un caso se per il Comune di Reggio Calabria, dopo il lavoro della Commissione d’accesso antimafia, si intravede l’imminente scioglimento del Consiglio Comunale per inquinamento mafioso. A meno che la giunta Arena non ci accusi di diffondere, anche in questa circostanza, notizie false e tendenziose……

IL SEGRETARIO CITTADINO DEL PdCI DI REGGIO CALABRIA

Ivan Tripodi

Nota della Redazione

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