(ASI)Riveviamo e Pubblichiamo - "La recente situazione nello Stretto di Hormuz è iniziata in seguito all'aggressione illegittima e illegale degli Stati Uniti e del regime sionista contro la Repubblica Islamica dell'Iran, accompagnata dall'inazione e dal silenzio dei paesi europei di fronte a questo atto che viola il diritto internazionale.
Prima di questa aggressione e del cambiamento della situazione di sicurezza nella regione, nello Stretto di Hormuz era in vigore la libera navigazione e la Repubblica Islamica dell'Iran era garante della sicurezza della navigazione in quest'area marittima. Di fatto, il contesto di sicurezza dello Stretto di Hormuz è stato profondamente modificato a seguito di queste aggressioni. In tale situazione, il Governo della Repubblica Islamica dell'Iran ha inserito nell'agenda misure concrete e proporzionate al fine di conciliare le esigenze di sicurezza dello Stato costiero con il continuo e sicuro transito delle navi internazionali in quest'area.
Lo Stretto di Hormuz si trova all'interno delle acque territoriali dell'Iran e del Sultanato dell'Oman, in quanto entrambi Stati costieri sullo stesso Stretto. La Repubblica Islamica dell'Iran e il Regno dell'Oman prenderanno le decisioni necessarie sulla futura gestione della navigazione nello Stretto di Hormuz, sui servizi correlati e sui relativi costi, in conformità con gli standard internazionali, attraverso l'istituzione di un comitato congiunto. In tale contesto, verranno presentate le disposizioni per la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, tenendo conto degli sviluppi fondamentali nell'ambito della sicurezza dello Stretto e nel quadro dei diritti degli Stati costieri di contrastare le potenziali minacce alla sicurezza e di garantire un transito sicuro.
Alla luce di quanto sopra, qualsiasi iniciativa esterna o eventuale missione navale nello Stretto di Hormuz o in relazione ad esso, senza il consenso della Repubblica Islamica dell'Iran, a prescindere dal pretesto, sarà considerata un atto di aggressione contro l'integrità territoriale e la sovranità nazionale della Repubblica Islamica dell'Iran.
In considerazione del silenzio dei paesi europei sulla recente aggressione e della mancata condanna dell'aggressione illegale degli Stati Uniti e del regime sionista, l'unico ruolo positivo e costruttivo che i paesi europei possono svolgere al momento è quello di esercitare pressioni politiche sugli Stati Uniti e sul regime sionista affinché rispettino i loro impegni e non violino l'intesa raggiunta nei suoi vari aspetti, inclusi la situazione nello Stretto di Hormuz e le questioni relative all'accordo finale, compreso il programma nucleare pacifico iraniano.
In tali circostanze, se i paesi europei intendono svolgere un ruolo positivo riguardo al programma nucleare iraniano e allo Stretto di Hormuz, si prospetta l'opportunità di adottare un diverso approccio, nonché posizioni più autonome e responsabili. Assumere posizioni non costruttive e irrealistiche non farà altro che complicare ulteriormente la situazione e non gioverà alla posizione dell'Europa." Così in una nota l'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran a Roma.




