(ASI)"In vista del 'Tumulto Pride' in programma sabato a Verona, esprimo una forte critica nei confronti di una manifestazione che, a mio giudizio, non contribuisce a costruire una società più unita e inclusiva, ma rischia di accentuare divisioni e contrapposizioni fondate sull'identità sessuale.
Sono convinto che ogni persona debba essere rispettata nella propria dignità e nelle proprie libertà individuali, indipendentemente dal suo orientamento sessuale. Proprio per questo ritengo che l'obiettivo debba essere quello della piena integrazione nella comunità, non la creazione di categorie sociali e culturali distinte.
Il Gay Pride, nella sua impostazione attuale, rischia di favorire una visione ghettizzata dell'omosessualità, presentandola come un elemento identitario separato rispetto al resto della società. Anziché promuovere una reale normalizzazione, queste manifestazioni finiscono spesso per accentuare le differenze e per rappresentare gli omosessuali come una categoria a sé, con proprie rivendicazioni e propri simboli distintivi.
Molti cittadini omosessuali, compreso alcuni militanti omosessuali di Futuro Nazionale, non si riconoscono in questo modello. Desiderano vivere la propria vita senza essere trasformati in una bandiera politica o in una categoria ideologica. Chiedono rispetto, non ostentazione; integrazione, non separazione; uguaglianza, non privilegi.
I Pride contemporanei sono sempre più spesso utilizzati come strumenti per promuovere un'agenda politica e culturale che va ben oltre la lotta contro ogni forma di discriminazione. Temi come la teoria del genere, il genere neutro, la ridefinizione della famiglia e della genitorialità vengono presentati come obiettivi da perseguire in nome dei diritti civili, ma non sono affatto dei diritti.
Riteniamo inoltre che non esista un diritto al figlio.
Siamo altresì contrari all'adozione dei figli da parte della coppie omogenitoriali perché per la tutela dell'infanzia e dei più fragili il primo diritto da garantire è quello di un bambino di avere un padre e una madre. I figli non sono oggetto di un diritto o di una pretesa da parte degli adulti. Al centro devono esserci sempre i diritti dei bambini e la tutela della loro dignità. Per questa ragione confermiamo la nostra contrarietà alla maternità surrogata e a qualsiasi forma di mercificazione della procreazione e del corpo umano.
Una società realmente inclusiva non è quella che moltiplica le etichette e le appartenenze identitarie, ma quella che considera ogni persona semplicemente come cittadino, titolare degli stessi diritti e degli stessi doveri. L'uguaglianza si costruisce valorizzando ciò che unisce, non enfatizzando ciò che divide.
Per queste ragioni guardiamo con forte criticità al 'Tumulto Pride' di Verona. Crediamo che la strada per il rispetto e la convivenza civile non passi attraverso manifestazioni identitarie, ma attraverso la costruzione di una comunità fondata sul rispetto reciproco, sulla responsabilità e sull'uguaglianza di tutti davanti alla legge." Così in una nota il Consigliere regionale del Veneto di Futuro Nazionale Stefano Valdegamberi".




