Toscana, Pro Vita & Famiglia: il bando regionale solleva dubbi sui criteri delle quote riservate
(ASI) «Riteniamo che il bando promosso dalla Regione Toscana per la formazione professionale nel settore tessile, che prevede una quota riservata a donne, persone transgender e persone non binarie in caso di domande superiori ai posti disponibili, sollevi questioni meritevoli di approfondimento e confronto pubblico».
Lo dichiara Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia.
«A nostro avviso, l'inserimento di categorie differenti all'interno della medesima quota riservata rischia di generare incertezze interpretative e di incidere sulle finalità originarie degli strumenti pensati per favorire la partecipazione femminile. Si tratta di una scelta che consideriamo discutibile sul piano politico e culturale».
«Nutriamo inoltre perplessità riguardo all'applicazione concreta dei criteri previsti dal bando e riteniamo opportuno che la Regione chiarisca le modalità con cui saranno gestite le quote riservate, al fine di garantire trasparenza, parità di trattamento e certezza delle regole per tutti i partecipanti».
«Per queste ragioni chiediamo all'amministrazione regionale di riesaminare il provvedimento e di aprire un confronto pubblico sul tema. Le risorse pubbliche destinate alla formazione professionale dovrebbero essere impiegate secondo criteri chiari, condivisi e rispettosi delle diverse sensibilità presenti nella società», conclude Coghe.
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