L'Anglosfera contro l'Unità dell'Eurasia 

​(ASI) Londra - Il palcoscenico della storia mondiale non è mai stato un insieme caotico di eventi isolati, ma il terreno di uno scontro ancestrale tra due visioni del mondo: la Talassocrazia (il dominio dei mari, incarnato dall'Anglosfera) e la Tellurocrazia (la stabilità dei grandi spazi continentali europei, incarnato prevalentemente dalla Russia). 

In questa prospettiva, la frammentazione dell'Europa e l'indebolimento dei suoi organismi unitari non sono incidenti di percorso, ma il fine ultimo di un disegno geopolitico volto a preservare l'egemonia del capitalismo internazionale.

​Le "Teste di Ponte" e la distruzione degli Imperi

​L'Anglosfera ha storicamente utilizzato la strategia del divide et impera, individuando sul continente europeo attori pronti a scardinare i tentativi di coesione interna.

  • Dagli Asburgo a Napoleone: Si è passati dall'appoggio alla Francia borbonica contro l'egemonia spagnola, all'utilizzo delle ambizioni di Napoleone I per smantellare le vestigia del Sacro Romano Impero. Alla fine lo stesso Napoleone è stato attaccato allorché ha tentato di sostituire una egemonia francese sul Continente. 
  • Il Secolo dei Nazionalismi: Nell'Ottocento, il sostegno ai movimenti nazionali (come quello italiano e tedesco) è stato lo strumento ideale per erodere dall'interno la compagine dell'Impero d'Austria, pilastro della stabilità continentale.
  • La catastrofe del 1914: Il culmine di questa strategia si raggiunge con la Grande Guerra, una "tempesta perfetta" che ha portato alla simultanea scomparsa dei quattro grandi Imperi (Tedesco, Ottomano, Austro-Ungarico e Russo), lasciando l'Europa atomizzata e pronta per la penetrazione economica dei grandi capitali transatlantici.

​La Resistenza del Novecento e la Nuova Globalizzazione

​Nonostante il crollo imperiale, il XX secolo ha visto l'emergere di forme di resistenza continentale che hanno sfidato il modello liberale e capitalista. Dai Fascismi in Italia, Germania e Spagna fino all'esperimento del Comunismo in URSS, l'Europa (e l'Eurasia) hanno tentato di proporre modelli autarchici o collettivistici che sfuggissero al controllo della finanza internazionale, benché sia il Fascismo che il Comunismo siano stati inizialmente favoriti e finanziati dalla Finanza Internazionale per la distruzione degli Imperi tradizionali come ad esempio il Comunismo in Russia che avrebbe dovuto portare alla disintegrazione in molti staterelli dell'Impero Zarista, ma così non é stato. 

​Tuttavia, con la fine della Guerra Fredda, il progetto di neutralizzazione del Vecchio Continente ha subito un'accelerazione sotto le spoglie dell'Unione Europea. Sebbene presentata come organismo unitario, la mia tesi suggerisce che l'UE post-anni Novanta sia stata potenziata in funzione anti-russa, agendo come un cuneo per destabilizzare l'Est e impedire una reale saldatura tra l'Europa occidentale e la profondità strategica di Mosca.

​Il Conflitto Ucraino: Verso la Disintegrazione Finale

​L'attuale scenario in Ucraina rappresenterebbe l'ultimo atto di questo dramma geopolitico. Spingere l'UE allo scontro frontale con la Russia serve a un duplice scopo:

  1. L'esaurimento reciproco: Indebolire sia l'apparato militare e politico russo sia l'economia industriale europea (privata delle risorse energetiche orientali).
  2. La Balcanizzazione dell'Eurasia: Favorire la disgregazione di questi grandi attori in piccoli stati nazionali o entità locali, facilmente controllabili dai nuovi centri di gravità del capitale.

​I Due Fari del Capitale: USA e Cina

​In questo scenario, la vittoria finale apparterrebbe ai "due fari" del capitalismo globale: gli Stati Uniti a Occidente e la Cina a Oriente. Nonostante l'apparente rivalità, entrambi beneficerebbero di un'Eurasia frammentata, trasformandola in una mera terra di conquista economica, una "via di mezzo" priva di autonomia politica, divisa in zone di influenza dove le multinazionali e la finanza sovranazionale possono operare senza l'ostacolo di forti stati sovrani o grandi organismi imperiali.

 La storia moderna non sarebbe quindi una marcia verso la libertà dei popoli, ma una metodica demolizione di ogni struttura capace di opporsi al libero fluire dei capitali, trasformando l'Europa, il continente che fu culla di civiltà, in un mosaico di attori locali sotto tutela esterna.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia 

 

Immagine prodotta dalla Intelligenza Artificiale Gemini 

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