OPEC+ aumenta la produzione, ma il petrolio resta bloccato

(ASI) L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e i suoi alleati (acronimo OPEC+) ha deciso di aumentare la produzione di greggio a 206.000 barili al giorno a partire da maggio 2026. La decisione è stata presa il 5 aprile durante una riunione in videoconferenza degli otto principali Paesi produttori, tra cui Arabia Saudita, Russia, Iraq ed Emirati Arabi Uniti.

L’escalation delle operazioni militari in medioriente ha portato al blocco dello Stretto di Hormuz, passaggio marittimo strategico per il trasporto di petrolio tra Golfo Persico e oceano aperto, in cui transita circa un quinto di tutto il petrolio mondiale.  

In un contesto emergenziale la decisione dell’OPEC+ è un intervento ufficiale sulle quote produttive del greggio. Considerando che l’OPEC+ produce circa 40 milioni di barili al giorno, l’aumento in questione è pari a circa il +0,5% sulla produzione giornaliera. Questi dati indicano purtroppo che la misura avrà un impatto limitato. L’incremento deciso infatti, rappresenta meno del 2% della quantità di petrolio attualmente bloccata a causa della crisi nello Stretto di Hormuz. In questo frangente va anche precisato che la produzione in sé non rappresenta il problema, in quanto il nodo centrale riguarda più la distribuzione che è di fatto fortemente rallentata se non addirittura del tutto bloccata.

La decisione dell’OPEC+ dunque, rappresenta più un segnale politico ed economico che un vero e proprio intervento immediatamente efficace. Finché infatti lo Stretto di Hormuz resterà parzialmente o totalmente bloccato, la disponibilità di petrolio sui mercati internazionali continuerà a dipendere più dalla sicurezza delle rotte che dai livelli produttivi dichiarati.

Attualmente è di fondamentale importanza, il contenimento degli aumenti di prezzo, al fine di cercare di stabilizzare il più possibile il mercato petrolifero, evitano oscillazioni eccessive e repentine dei prezzi, che inevitabilmente si ripercuotono su imprese e consumatori finali. Attualmente, il prezzo di un barile di petrolio Brent si attesta tra i 100 e 105 dollari; un mese fa tra 85 e 95 dollari, un aumento del 10 e 15% in pochissimi giorni. 

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia 

Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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