(ASI) La petroliera russa Anatoly Kolodkin è arrivata a Cuba, nel porto di Matanzas; la nave trasporta circa 100mila tonnellate di petrolio, classificate come aiuti umanitari, in un contesto di grave crisi energetica che sta colpendo l'isola caraibica a causa dell’embargo unilaterale imposto dagli Usa da decenni e dalle ultime criminali misure prese dall’amministrazione Trump nei confronti dell’isola caraibica.
Secondo quando riferito dalla stampa indiolatina il carico ha navigato sotto bandiera russa e senza scorta militare, quanto meno dopo che questa ha passato la Manica.
Si tratta della prima petroliera che attracca a Cuba da tre mesi a questa parte ed è la risposta russa alle ingerenze statunitense su Messico e Venezuela affinché riducano o interrompano le forniture energetiche a Cuba; dal 9 gennaio ad oggi l’interruzione di forniture petrolifere ha portato a un progressivo deterioramento del sistema energetico e a gravi difficoltà per la popolazione, che dipende dal carburante per i servizi essenziali e il funzionamento dell'economia.
Con questa serie di interruzioni, Cuba si trova ad affrontare un peggioramento della propria situazione energetica, con ripercussioni sia sulle forniture giornaliere sia sulla capacità di produzione di energia elettrica e sulle attività produttive.
La scorsa settimana, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato che Mosca è preoccupata per l'escalation delle tensioni intorno all'isola e ha assicurato che manterrà una posizione di solidarietà con il governo cubano; successivamente, il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha ribadito il sostegno di Mosca e ha specificato che le autorità russe stanno discutendo meccanismi per aiutare Cuba in una situazione definita difficile. “Siamo in costante dialogo con la leadership cubana e, naturalmente, stiamo discutendo su come aiutare l'isola in una situazione così difficile”, ha affermato, sottolineando che le misure sarebbero state discusse con le controparti cubane.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia



