(ASI) Dopo l’attacco militare statunitense contro il Venezuela, il presidente colombiano Gustavo Petro ha sorpreso il mondo politico condividendo su X (ex Twitter) un post della leader della destra identitaria francese Marine Le Pen.
Il contenuto, pur provenendo da una figura ideologicamente opposta, ha trovato eco nel discorso di Petro, che sabato scorso ha già dispiegato l’esercito colombiano alla frontiera con il Venezuela.
Nel suo lungo messaggio, Le Pen ha condannato il regime di Nicolás Maduro, definendolo «comunista, oligarchico e autoritario», ma ha anche criticato duramente l’intervento militare statunitense, sostenendo che un cambio di regime imposto dall’esterno rappresenta una violazione della sovranità nazionale, definita «inviolabile e sacra».
Petro, presidente di sinistra e da sempre critico verso l’ingerenza statunitense in America Latina, ha rilanciato il post, sottolineando il valore della sovranità come principio universale, indipendentemente dalle divergenze ideologiche. Il gesto ha spiazzato molti osservatori, generando un acceso dibattito sui social: da un lato, c’è chi lo interpreta come una mossa strategica per rafforzare la posizione anti-interventista; dall’altro, c’è chi lo vede come una pericolosa legittimazione di posizioni oltranziste.
Questa convergenza inattesa tra due figure politiche agli antipodi ha aperto una riflessione più ampia sulla geopolitica contemporanea, dove la difesa della sovranità nazionale può creare alleanze trasversali e inaspettate. Petro, pur mantenendo la sua distanza ideologica da Le Pen, sembra voler sottolineare che, in tempi di crisi, alcuni principi fondamentali — come l’autodeterminazione dei popoli — possono superare le barriere politiche tradizionali ed agire in modo trasversale.



