Venezuela, Padrino López rompe il silenzio: “Siamo vivi, resisteremo all’aggressione USA”

(ASI) A poche ore dall’attacco militare statunitense che ha scosso il Venezuela e portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro, arriva la prima dichiarazione ufficiale da parte del Ministro della Difesa venezuelano.

Il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, ha pubblicato un video su Facebook in cui conferma di essere sopravvissuto all’operazione e di trovarsi attualmente in un bunker “da qualche parte in Venezuela”.

Nel suo messaggio, Padrino López ha denunciato con parole durissime l’intervento americano, definendolo “un’aggressione militare criminale” contro il popolo venezuelano. “Nelle prime ore del 3 gennaio 2026 – ha dichiarato – il nostro Paese è stato sottoposto a un attacco vile e ingiustificato da parte del governo degli Stati Uniti”.

Il video, girato in un ambiente sotterraneo e protetto, mostra un Padrino López visibilmente provato ma determinato. La sua dichiarazione rappresenta il primo segnale concreto che parte della catena di comando militare venezuelana è ancora attiva e operativa, nonostante l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte del governo dopo la cattura di Maduro.

Nella didascalia che accompagna il video, il ministro si rivolge direttamente alla nazione con toni patriottici:

> “Eroico popolo del Venezuela! Soldati della Patria! Figli e figlie di Bolívar!
> Le Forze Armate Nazionali Bolivariane informano il mondo intero che nelle prime ore del 3 gennaio 2026, il popolo venezuelano è diventato l'obiettivo dell'aggressione militare più criminale da parte del governo degli Stati Uniti.
> Onore, dovere e storia ci chiamano. Che il grido di una Patria libera echeggi in ogni angolo. La vittoria è nostra, perché la ragione e la dignità stanno con noi. Prevarremo.”

Il messaggio ha già raccolto migliaia di condivisioni e commenti, diventando un simbolo della resistenza venezuelana. Intanto, la situazione nel Paese resta tesa e incerta, con notizie frammentarie su scontri armati in diverse regioni e un blackout informativo che rende difficile verificare gli sviluppi sul campo.

Comunicato Repubblica del Venezuela
 
La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, denuncia e condanna davanti alla comunità internazionale l'aggressione militare estremamente grave perpetrata dall'attuale governo degli Stati Uniti d'America contro il territorio e la popolazione venezuelana nelle zone civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e degli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi Articoli 1 e 2, che sanciscono il rispetto della sovranità, l'uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto di uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionali, in particolare in America Latina e nei Caraibi, e mette a grave rischio la vita di milioni di persone.

Lo scopo di questo attacco non è altro che quello di appropriarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei minerali, nel tentativo di minare con la forza l'indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno. Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono fermi nel difendere la sovranità e il diritto inalienabile di determinare il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma di governo repubblicana e forzare un "cambio di regime", in alleanza con l'oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti.
 
Dal 1811, il Venezuela ha affrontato e sconfitto gli imperi. Quando nel 1902 le potenze straniere bombardarono le nostre coste, il Presidente Cipriano Castro proclamò: "La pianta insolente dello straniero ha profanato il suolo sacro della Madrepatria". Oggi, con il morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si alza di nuovo per difendere la propria indipendenza contro l'aggressione imperiale.
La gente per le strade
 
Il Governo bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare i piani di mobilitazione e denunciare questo attacco imperialista. Il popolo venezuelano e le sue Forze Armate Nazionali Bolivariane, in perfetta fusione popolo-militare-polizia, sono schierati per garantire la sovranità e la pace. Contestualmente, la Diplomazia di Pace Bolivariana presenterà le denunce corrispondenti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario Generale di quell'organizzazione, alla CELAC e al NAM, chiedendo la condanna e la responsabilizzazione del Governo statunitense.
 
Il Presidente Nicolás Maduro ha ordinato l'attuazione di tutti i piani di difesa nazionale al momento e nelle circostanze appropriate, in stretta conformità con le disposizioni della Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, della Legge Organica sugli Stati di Eccezione e della Legge Organica sulla Sicurezza Nazionale.
 
A questo proposito, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l'attuazione del Decreto che dichiara uno Stato di Agitazione Estera in tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e per procedere immediatamente alla lotta armata. L'intero Paese deve mobilitarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista.
 
Allo stesso modo, ha ordinato l'immediato dispiegamento del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi Direttivi per la Difesa Integrale in tutti gli stati e i comuni del Paese.
 
In stretta conformità con l'Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il suo popolo, il suo territorio e la sua indipendenza. Chiamiamo i popoli e i governi di America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in attiva solidarietà contro questa aggressione imperiale.
 
Come dichiarato dal Comandante in Capo Hugo Chávez Frías, "in qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, per quanto grandi possano essere, la risposta di tutti i patrioti.

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