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(ASI) L'11 febbraio 1979 segna il giorno della Rivoluzione islamica iraniana che, con l'avvento di Ayatollah Khomeini al potere e la cacciata dello Scia dall'Iran, dette il primo colpo agli equilibri geopolitici internazionali. Si passò dalla logica di Yalta, ossia dalla spartizione del mondo in due zone d'influenza, sotto il controllo di Usa e dell'Unione Sovietica , ad un assetto planetario multipolare con la Repubblica Islamica Iraniana che diventerà il faro e l'alternativa spirituale e politica per tutto il mondo mussulmano.

Infatti, in piena guerra fredda e con il controllo del globo da parte delle superpotenze statunitense e sovietica, si venne a creare una Nazione Islamica indipendente sia dal sistema orientale perpetuato dal materialismo marxista in Urss e sia dal modello materialista occidentale che vede negli Usa, la patria dell'ultra liberismo senza regole.



Sono passati ben 33 anni da quel momento e ancora milioni di iraniani festeggiano ancora la Rivoluzione Islamica. Oggi più che mai la Rivoluzione Islamica Iraniana è diventata punto di riferimento per tutti i paesi mussulmani che intendono seguire la via dell'emancipazione culturale e tecnologica dai paesi euro-atlantici. Con questo la Repubblica Islamica dell'Iran intende chiamare a raccolta anche tutte le nazioni che si identificano nel polo antagonista del progetto imperialistico occidentale. Ne è esempio il risveglio islamico in corso nei paesi mussulmani del nord Africa e del vicino oriente, con conseguenze rivoluzionarie che rischiano, da un momento all'altro, di estendersi anche all'Arabia Saudita, uno degli ultimi baluardi conservatori degli interessi statunitensi dell'area.

Inoltre è importante l'alleanza strategica non solo con la Russia e la Cina, ma con anche con Stati sud americani, come Bolivia, Ecuador e Venezuela, sempre più critici ed insofferenti verso la politica statunitense.


Per migliore comprensione del lettore si rimanda alla nostra intervista, riportata in estratto, a Sua Eccellenza Ambasciatore Repubblica Islamica dell'Iran presso la Santa Sede: Hujjatulislam Ali Akbar Naseri.


Che cosa ha rappresentato ieri e rappresenta ancora oggi per il popolo iraniano e per il mondo l'Imam Khomeini? In che modo la rivoluzione islamica del 1979 ha cambiato l'Iran e gli equilibri geo-politici planetari?

L’imam Khomeini fondatore della repubblica islamica è una figura singolare nell’ultimo secolo. La sua rivoluzione, a differenza di quanto si cerca di realizzare, non era politica. La sua rivoluzione era sociale e culturale. In tutti i suoi discorsi non parlava del popolo iraniano ma dell’umanità intera, dei problemi dell’uomo. Sicuramente la sua figura, specialmente in Iran, è molto popolare e lo sarà sempre. Lui si batteva per la dignità dell’uomo come persona, certamente il suo messaggio è stato meglio compreso nei Paesi islamici dove ha una posizione di riguardo e preminente. Si è impegnato a combattere le potenze egemoniche, a sostenere i diseredati, gli ultimi. Personalmente penso che questo risveglio tra i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente sia dovuto anche ai suoi insegnamenti. Oggi assistiamo a delle rivolte contro governi che erano fantocci dei Paesi occidentali, delle potenze egemoniche. Questi popoli stanno cercando di fondare un sistema di governo popolare ispirandosi, a mio parere, al pensiero di Khomeini.

Oggi noi assistiamo anche nei Paesi occidentali, negli Usa stessi, ad un ritorno di odio popolare verso le caste politiche che si sono divisi il potere al loro interno. Questo non è un risveglio politico, è un risveglio che ha radici diverse; noi pensiamo che gli uomini e i popoli stessi debbano determinare il proprio destino e non affidarsi al potere dei capitali o dei politici. Noi pensiamo che questo risveglio odierno sia in difesa dei propri diritti, che traggono origine dalla natura dell’uomo. Questo si vede sia in Europa sia negli Usa. Tutti i governi devono ascoltare le aspirazioni e le volontà del proprio popolo. La gente crede che la rivoluzione iraniana ha avuto grandi successi, come la libertà, diventando autosufficienti e consapevolezza.




 

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