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Sconfitta elettorale subita nelll’elezioni austriache per il rinnovo delle cariche  comunali di Vienna per la grossa coalizione che governa il paese; l’Spö (socialdemocratico) e l’Övp (popolare) escono pesantemente ridimensionate, ma al momento il governo centrale sembra non risentire di questo negativo risultato elettorale.  Però  questa perdita di consensi, anche se  riscontrata nelle elezioni comunali, ma, lo ricordiamo che per la capitale hanno il valore anche di elezioni regionali, fa suonare un campanello d’allarme per i partiti di governo perché potrebbe ripercuotersi anche a livello nazionale.  Questo pericolo  costringerà  l’attuale coalizione ad essere un esecutivo meno litigioso e più unito per far fronte alla forte avanzata del Fpö di Stache.
Infatti non può essere disconosciuto il dato che  il Partito liberalnazionale ha raddoppiato i consensi, attestandosi al 27,1% e quasi un terzo dell’elettorato viennese, come nei tempi migliori in cui a guidare il partito era Jörg Haider.  Questo l’incredibile risultato raggiunto dall’Fpo e  alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale viennese.
Ricordiamo che la capitale in Austria fa stato a sè e quindi il risultato ha valenza ancor maggiore.  Questo inaspettato esito delle elezioni dimostra che i viennesi sono stanchi ed hanno determinato una svolta populista, l’ Fpö  ha condotto una battaglia elettorale puntando sui temi dell’immigrazione clandestina, della criminalità, della globalizzazione e riuscendo a far breccia nell’elettorato più penalizzato e perciò più indifeso dinanzi alla crisi economica e alla disoccupazione. A questo ceto sociale ha proposto soluzioni semplici e rassicuranti. Non a caso l’Fpö ha ottenuto i risultati migliori, fin quasi al 40%, nei rioni operai, un tempo roccaforte dell’Spö.
Il partito di Heinz-Christian Strache raddoppia così il suo consenso e distrugge gli equilibri consolidati da cristiano democratici e socialisti, entrambi in caduta libera. Da notare che Strache ha raccolto un partito che 5 anni fa era al 3% portandolo quasi a decuplicare il suo consenso.

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