austrraliaASI) Tutto è accaduto in Australia. Una ragazza, commessa in un negozio, stava viaggiando su un motorino insieme ad un amico. Quest’ ultimo è risultato successivamente positivo al Coronavirus.

 
La giovane è stata rintracciata grazie alle telecamere che hanno inquadrato entrambi sul mezzo, la cui targa era intestata a lei. Una squadra di investigatori, in borghese, è giunta a casa sua per interrogarla e chiederle un test Covid recente.
 
La povera malcapitata, presa alla sprovvista e un po’ spaventata, avendo visto in precedenza i campi di contenimento per le persone affette da tale patologia, ha sostenuto di avere con sé un tampone negativo recente.
 
Una volta constata la mancata verdicità di quell’ affermazione, le sono piombati nell’ abitazione due poliziotti che l’ hanno prelevata, caricata su un furgoncino e accompagnata nel campo di Howard Springs, il più grande del Paese, per 14 giorni.
 
E’ stata portata nella propria area designata, di circa metri quadrati, con un piccolo terrazzino dove prendere un po’ di sole. Non le è stato possibile abbandonare l' area,  pena 5.000 dollari di multa.
 
La diretta interessata ha affermato che i pasti le venivano serviti una volta al giorno. Non aveva la possibilità di vedere nessuno. Le hanno effettuato un test, risultato negativo al Coronavirus, ma le hanno spiegato che non poteva ancora tornare dalla sua famiglia perché doveva stare lì per 14 giorni.
 
Non contenti, le hanno fatto capire che se avesse opposto resistenza, l’ avrebbero punita trattenendola anche oltre il periodo comunicato. Ha scelto così di ubbidire e rientrata, nella propria dimora dopo il periodo concordato, ha perso il lavoro.
 
La ragazza ha rilasciato un’ intervista a cura di Freddy Sayer sul canale Unheard, tradotta in italiano da Byoblu24 (canale 262 del digitale terrestre) e trascritta integralmente sul suo sito internet.
 
Riproponiamo, qui di seguito, il testo divulgato dalla tv di informazione libera e completa, del nostro Paese, fondata dal bravissimo Claudio Messora.
 
 
 
 
“Salve e benvenuti a Unherd. Sono Freddy Sayer, dall’Australia. Fino a poco tempo fa, questo paese era famoso soprattutto per il sole e l’atteggiamento rilassato. Bene, da quando la pandemia covid è arrivata, abbiamo scoperto tutti un’altra faccia dell’Australia. Con i confinamenti e le restrizioni di viaggio tra i più lunghi e stringenti del mondo, è diventata un caso di studio di quello che succede quando un governo fa qualsiasi cosa per tenere i numeri del covid bassi. La loro ultima strategia è di costruire dei campi speciali, campi di concentramento covid, nei quali persone infettate o sospette infettate vengono detenuti. Il più grande di questi è chiamato “Howard Springs”. Ospita fino a 2000 detenuti. Circondato da alte recinzioni e controllato attentamente per evitare fughe. È stato descritto come lo standard di riferimento per questi campi es è stato replicato in tutta l’Australia. Con noi, oggi, in linea da Darwin nei Territori del nord, è Hayley Hodgson. È appena rientrata da una permanenza, diciamo, di 14 giorni a Howard Springs e ha acconsentito a raccontarci tutto.
 
Ciao, come stai?
 
Ciao a tutti.
 
 
Allora, siamo davvero contenti di ascoltare cosa ti è accaduto. Sembra che tu abbia avuto un paio di settimane molto interessanti. Partiamo dall’inizio. Com’è iniziato tutto?
 
Ok, tutto è cominciato perché un mio amico è andato a lavoro ed è stato controllato. Aveva un po’ di raffreddore. È risultato positivo. È stato messo in uno di questi campi di quarantena e poi noi abbiamo continuato le nostre giornata normalmente, ma poi gli investigatori hanno iniziato a bussare alle nostre porte. Poi, cos’è accaduto per davvero, sono arrivati degli investigatori da me. Sono uscita.
 
Ti interrompo un momento. Come ti hanno rintracciata? Eri in una lista contatti?
 
Oh, quello che hanno fatto è che mi hanno contattata perché ho uno scooter e hanno controllato la targa e visto le immagini in cui ero con la persona che era risultata positiva. Ecco come sono arrivati alla mia porta sapendo dove abitavo. Controllando la mia targa.
 
OK. Quindi ti hanno chiamata o sono venuti direttamente a casa tua? O cosa?
 
Sì, sono venuti direttamente a casa mia. Non ho ricevuto chiamate o niente. Sono uscita dalla mia porta e ho trovato due investigatori in borghese. Mi hanno detto “Sa di questo e questo?” E io ho detto sì. Mi hanno chiesto “È stata con loro?” e io ho risposto di sì. Ho detto loro i miei spostamenti, dov’ero stata. Tutto. Loro mi hanno detto “nessun problema”. Mi hanno detto “Ha fatto un test covid?” e io ho risposto di sì, mentre non l’avevo fatto, perché ero spaventata in quel momento. Sono stata in uno di questi campi di quarantena, soltanto un mese prima di questo, e so come sono ed ero proprio spaventata. Ero in una posizione orribile e ho mentito e ho detto che l’avevo fatto, invece non l’avevo fatto. Hanno detto ok e se ne sono andati. Circa cinque minuti dopo, mi hanno chiamata e mi hanno detto “Abbiamo controllato nel sistema e il suo nome non c’è, non riusciamo a trovarla”. E io ho detto loro “Guardate, vi ho mentito. Sono davvero mortificata, vi chiedo scusa. Sono spaventata, vi chiedo scusa, questa cosa mi spaventa. E loro mi hanno detto “Va bene, resti lì. Qualcuno sta arrivando per farle il test”. Ho detto va bene e sono rimasta lì ad aspettare che qualcuno venisse a farmi il test. Non è venuto nessuno a farmi il test. Le persone che sono apparse successivamente a casa mia sono state altri due poliziotti. Hanno bloccato il passo carrabile.
 
E questi erano poliziotti in uniforme?
 
Sì. I poliziotti hanno bloccato il passo carrabile; sono uscita e ho chiesto “Cosa sta succedendo? Siete voi che mi dovete fare il test covid? Cosa succede?” E loro mi hanno detto: “Verrà portata via e non ha scelta. Lei va a Howard Springs. Può venire con noi adesso e la mettiamo nel retro del furgone oppure hai la scelta di avere un taxi covid“. Ovviamente ho scelto il taxi covid, perché mi hanno detto “Se dobbiamo portarla noi, le dobbiamo fare una multa di 5000 dollari“. E ovviamente non volevo che me la facessero. E ho detto “non acconsento a questo. Non capisco perché non posso fare auto isolamento a casa come fanno molte altre persone”. E loro mi hanno solo detto “Ci è stato detto dall’alto dove portarti e basta”.
 
Allora, Howard Springs è il più grande campo covid in Australia, vero?
 
Vero. È un enorme reticolo di cabine. È costruito per ospitare persone potenzialmente infette. Sì. Attualmente stanno portando letteralmente centinaia di persone che hanno avuto un contatto stretto o che hanno il covid. Non importa se il tuo primo test è negativo o il tuo secondo o il terzo, se sei un contatto stretto. Devi rimanere lì per 14 giorni, punto.
 
Ritorniamo alla situazione a casa tua. Questi due poliziotti. Che scelta ti hanno dato esattamente? Vieni con noi, ti portiamo lì e ti diamo una multa di 5000 dollari. Oppure chiamiamo un taxi covid e non ti facciamo la multa. Quindi in pratica, devi acconsentire altrimenti prendi la multa di 5000 dollari. Ok, quindi alcune ore dopo è arrivato il taxi covid.
 
Sì. I poliziotti sono rimasti davanti al passo carraio fino all’arrivo di questo taxi. Mi hanno detto: “Puoi andare a prepararti una borsa, per favore?”. Così sono entrata e ho preparato una borsa e mentre stavo preparando la borsa, i miei coinquilini erano fuori e dicevano loro: “Ma può fare un test e se il test esce negativo può uscire e tornare alla vita normale?” E i poliziotti rispondevano: “Sì, siamo quasi sicuri che devi solo avere un test negativo e sarai rilasciata”. Quindi quello mi aveva calmata, sapendo che se avessi avuto un risultato negativo sarei potuta tornare a casa. Così sono salita sul taxi covid.
 
Penso che abbiamo delle immagini riprese da tua madre, che possiamo mostrare. Di te che saluti e che sali nel retro del furgone.
 
È un taxi covid, ma in realtà è un bus casinò. Quindi siamo arrivati lì e poi la polizia mi ha scortato dentro. E poi non ho più rivisto i poliziotti. Se ne sono andati. Non erano ammessi in questa struttura. Nuovi poliziotti sono arrivati e avevano loro il comando. Ovviamente ero molto angosciata, stavo piangendo. Dicevo: “questo non è giusto”, era orribile da affrontare. Ero lì in piedi e ho chiesto “Posso fare il test ora? Perché ho bisogno dei risultati, visto che sarò negativa”. E più tardi sono risultata negativa, sempre durante la mia permanenza. E ho detto: una volta che il risultati saranno negativi, potrò andar via? E lei mi ha detto: “no, devi stare qui per 14 giorni”. Quindi la prima volta che hai saputo che saresti dovuta star lì per 14 giorni è stata al tuo arrivo.
 
Sì. Allora, vieni portata in una stanza? Una cabina? com’è la vita all’interno di questi campi?
 
Vieni letteralmente messo sul retro di un buggy da golf con le tue borse e queste persone portano le tute anti contaminazione e tutto il resto. Non si vogliono avvicinare a te, perché pensano che tu sia infetto. E ti mollano letteralmente nella tua stanza. E ti lasciano. Non tornano a dirti niente. Non controllano. Non fanno niente. Ti vengono portati i pasti una volta al giorno e ti lasciano lì.
 
E si può parlare con altre persone? Nel campo?
 
Si può, ma solo restando nelle proprie aree designate che sono niente…, forse due metri. Abbiamo un terrazzino dove possiamo uscire e prendere un po’ di sole e basta. Se vieni sorpreso fuori dal tuo terrazzino, senza mascherina, ti fanno una multa di 5000 dollari. Mi è accaduto. Non mi hanno fatto la multa, ma ho avuto un avviso scritto. Vi ho inviato anche quelle immagini.
 
Sì, dicci cosa stiamo per vedere. Questi sono gli ufficiali del campo che ti stanno redarguendo perché non eri nel tuo spazio, apparentemente?
 
Sì, corretto. Ero andata nell’area rifiuti, a buttare qualcosa nel cestino, ma non avevo la mascherina. In realtà ho un’esenzione, non devo indossare la mascherina. Ho un problema medico. La persona che è venuta a portarmi l’avviso era un altro poliziotto. Mi ha detto: “Ti do solo un avviso. È un avviso ufficiale: devi restare sul tuo balcone e obbedire alle regole, mentre sei qui. Vuoi che ti ripetiamo le regole?”. Ho chiesto se avessi il permesso di andare alla lavanderia”. Mi è stato risposto: “Hai il permesso di andare alla lavanderia, ma devi mettere la mascherina”. Ho chiesto perché non si potesse andare alla recinzione, ma alla lavanderia sì, quando il balcone, su cui posso stare, è attaccato alla recinzione, e non aveva senso. Hanno detto: “Sì, ma non devi uscire dal tuo balcone per andare alla recinzione per parlare con qualcun altro”. “Quindi, se sono sul balcone…” ho provato ad insistere. E mi hanno risposto: “Non deve avere un senso. Ci devono essere delle linee guida indicate, ok? E una delle linee guida è che non puoi lasciare il balcone e andare da qualcun altro. Se non ha senso e non ti sembra giusto, questa è la regola e questa è la legge: funziona così“. Ho chiesto: “La legge? C’è una legge che dice questo?”. E hanno risposto: “Beh, l’indicazione del CHO. C’è l’indicazione del CHO di quale comportamento tenere, specialmente in quest’area in cui è molto probabile che ci siano persone altamente infette”. “Persone altamente infette!”, ho risposto: “Ma se siamo tutti negativi!”. E loro: “C’è un rischio. Il rischio è ancora molto alto. Mentre siamo qui. Se non lo fai prendi una multa di 5000 dollari”. “Una multa di 5000 dollari se faccio cosa?”. “Se oltrepassi di nuovo…”. “Se cammino su quel vialetto?”. “Se cammini su quel vialetto senza la mascherina e per nessuna ragione a parte andare alla lavanderia”. “Prendo una multa di 5000 dollari…”. E loro: “Corretto. Potremmo fartela anche ora. Abbiamo deciso di darti un avvertimento prima, fare una chiacchierata con te, perché è una multa salata. Stiamo facendo tutti la cosa giusta, ok? Come ti ho detto, non sono qui per discutere con te. Non voglio litigare con te. Voglio solo che tutti facciano la cosa giusta e sfortunatamente è il mio lavoro di controllare. Le entrate e le uscite non hanno a che vedere con me. Sono qui solo per assicurarmi che le regole siano rispettate”.
 
Allora, che cosa ti ha fatto pensare quell’esperienza? Qual era la tua sensazione in quella situazione, con quelle persone che controllavano ogni tuo movimento.
 
È orribile. È una sensazione orribile. Ti senti come se fossi in prigione. Ti senti come se avessi fatto qualcosa di sbagliato. È inumano quello che stanno facendo. Ti senti così piccolo e loro ti sopraffanno. E tu sei letteralmente niente. E poi ti dicono: “O fai come ti diciamo o ti allunghiamo la permanenza”. Mi hanno anche minacciata che se lo avessi fatto di nuovo, avrebbero esteso la mia permanenza lì. Quindi gli ufficiali nel campo hanno il potere di trattenerti più a lungo se ti comporti male. Questo è quello che dicevano. Sì. E a un certo punto, è vero che ti hanno offerto del Valium? Sì, perché ero così angosciata… e ho chiesto loro: “Potete per favore farmi uscire per una camminata o una corsa? Perché sono in questa scatola e non posso muovermi. Sono ansiosa. Non mi sento bene. Ho bisogno di uscire. E loro mi hanno detto: “Ti facciamo chiamare da un medico e ti facciamo prescrivere del Valium. Ci puoi chiamare quando vuoi e ti diamo il Valium“. Solo per calmarti… Sì.
 
E quando è finito tutto questo, Hayley? Sei rimasta dentro per tutti i 14 giorni? Corretto. 14 giorni E sei uscita solo pochi giorni fa?
 
Sì, credo di essere uscita da una settimana e mezzo, adesso.
 
Allora, durante tutto quel tempo, quante volte hai fatto il test? E sei mai risultata positiva?
 
Mai risultata positiva, mai. Mi hanno fatto tre test. Quindi non sei mai stata positiva. Mai stata positiva. Ho avuto un contatto stretto con una persona positiva. Ma non lo sono mai diventata eppure sono stata trattata praticamente come una criminale.
 
Cosa ti è successo da quando sei uscita?
 
Non ho più un lavoro. Avevo un lavoro occasionale, dove lavoravo. Quindi sono disoccupata.
 
Quindi lavoravi in un negozio. Cosa è successo?
 
Sì, lavoravo in un negozio. Lavoro occasionale, non vieni pagata per malattia o se ti assenti dal lavoro. Non sono stata pagata, mentre ero lì dentro. Mi hanno compensato 1500 dollari per le due settimane, credo. E basta. Quindi hai perso il lavoro. Sì, sono disoccupata adesso, a causa di questa situazione. Ci sono stati molti articoli sui media australiani, di come questi campi siano lussuosi ed è come fare una vacanza.
 
Ti è sembrata una vacanza?
 
No, per niente. Sei letteralmente in trappola. In una scatola. Sul tuo terrazzino. Con recinzioni tutto intorno. Telecamere ovunque. È incredibile. Sei letteralmente trattato come se fossi un prigioniero lì dentro.
 
Allora, torniamo un pochino indietro, Hayley. Cosa ne pensi degli ultimi due anni? Cosa sta succedendo all’Australia, al tuo paese?
 
Beh, è così difficile. La gente non è… Sai, rispettiamo le regole, seguiamo la corrente. Ma questa tendenza non pare stia migliorando. Non abbiamo quasi nessun caso e ci stanno facendo questo, ancora. È una follia! Abitavo nel Vittoria, Melbourne, dov’era davvero grave. Siamo stati in lockdown per mesi e mesi. E la ragione per cui mi sono spostata a Darwin era per allontanarmi da tutto quello, perché a Darwin non era così grave e non c’erano lockdown. Ho traslocato qui e andava tutto bene. E poi quell’unico caso… ed è una follia. Hanno chiuso l’intero stato, inviando un mucchio di persone nei campi di contenimento Covid. Perché ovviamente Darwin è il solo posto ad avere questo campo di quarantena in Australia. Nei media internazionali è stato riferito che l’Australia si sta rilassando un po’, o almeno le regole per i viaggi internazionali si stanno allentando. Non pianificano più di avere Zero covid, stanno capendo che devono gestirlo.
 
Ti sembra che stia migliorando la situazione lì?
 
Penso che ogni stato sia diverso. Al momento Darwin è molto, molto duro. Penso che altri stati si stiano rilassando, visto che molte persone si stanno vaccinando, ma le persone non vaccinate sono viste come prigionieri che stanno facendo la cosa sbagliata.
 
Allora, cosa farai adesso? Cosa succederà per te?
 
Devo trovare un nuovo lavoro, assolutamente. E voglio portare consapevolezza su quello che sta accadendo. Questi campi vengono costruiti in tutto il mondo. So che ce n’è un altro che stanno costruendo nel Vittoria, al momento. E come ho detto, non importa se non sei vaccinato o se hai fatto una dose o due di vaccino. Non importa il tuo stato vaccinale: puoi essere mandato in questi campi solo per essere stato a contatto con un positivo o se menti alle autorità. Come ho scoperto, perché avevo detto di aver fatto il test, ma non era vero. E ho scoperto dopo che ero lì dentro come punizione.
 
Chi ti ha detto questo?
 
Il CDC, il centro di controllo malattie e prevenzione degli Usa.
 
Quindi loro dicono che la tua sentenza, la tua incarcerazione di due settimane, era in realtà una punizione per aver mentito sul test?
 
Sì. Quando altre persone sono in contatto stretto con un positivo, viene loro permesso di stare in auto isolamento a casa. Ce n’erano forse una decina e io sono stata la sola a essere mandata lì. E questo è quello che stavo dicendo, non ha senso. Perché sono la sola qui? Voglio delle risposte a questo. Ed è stata la sola volta che ho avuto una risposta, quando ho chiamato il CDC e mi hanno detto: “Si, c’è un’alta probabilità che tu sia lì come punizione, per aver mentito alle autorità“.
 
In qualche punto di questo processo, qualcuno ti ha letto i tuoi diritti? Hai avuto contatti con un avvocato? C’è stato un qualche processo legale?
 
Niente. Non ho avuto niente. È difficile. Nessuno sa nulla. Questa è la verità. Sei da sola in queste situazioni. Sei lasciata da sola. Ecco tutto. Non c’è aiuto quando sei in questi campi e non c’è aiuto quando sei fuori dai campi. Passi il tempo e ti lasciamo da sola. Ecco tutto. Abbiamo sentito di persone che hanno provato a scappare da questo campo di Howard Springs negli ultimi giorni.
 
Cosa ne sai?
 
Tre persone, credo, sono scappate. Non so se le abbiano ritrovate ancora. Ma sì, sono scappate.
 
E capisci perché lo avrebbero fatto? Facci un riassunto del tuo stato mentale durante questo periodo e cosa ti ha lasciato l’intera esperienza.
 
Fidati, quando ero lì pensavo solo: “come posso fuggire?”. Ma quali saranno le conseguenze se lo faccio e mi prendono? Continuamente… La tua salute mentale è, come ho detto… sei in una scatola. La tua mente va a tutta velocità, stai malissimo, è orribile quello a cui sottopongono le persone. Perché ti senti come se avessi fatto qualcosa di sbagliato, ma non è vero. Stavi solo vivendo la tua vita ed eri in contatto con qualcuno che era risultato positivo. Tutto qui.
 
 
Hayley, grazie mille per averci raccontato la tua storia.
 
Grazie a voi per l’invito.
 
Questa era Hayley Hodgson. Grazie a lei per aver raccontato la sua storia. Si è connessa con noi da Darwin nei Territori del Nord in Australia, per raccontarci delle sue ultime due, tre settimane che sono state quanto meno inusuali. E ricordiamo che è una persona che non ha avuto il covid. Ancora adesso. Ed ecco: ha perso il lavoro e ha trascorso 14 giorni di carcerazione forzata. Questo fa sorgere domande importanti circa lo scopo finale di tutto questo. Grazie a lei e grazie a voi per essere stati con noi. Siete stati su Unherd”.
 
Marco Paganelli - Agenzia Stampa Italia

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