(ASI) La Piattaforma del Consiglio d'Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei reporter ha indicato come una potenziale "intimidazione" le querele per diffamazione, in sede civile, nei confronti del giornalista italiano Lorenzo Tondo da parte del Pm di Palermo Calogero Ferrata.

Tondo  è corrispondente del Guardian per l'Italia meridionale.

    All'origine della vicenda - ricorda il Guardian -c'è il caso giudiziario di un eritreo, accusato di essere uno dei principali organizzatori del traffico di migranti dalla Libia.


Dopo che questi aveva passato tre anni in carcere, la corte d'assise di Palermo aveva scelto di rilasciarlo, stabilendo che si era trattato di uno scambio di persona. L’ uomo estradato in Italia nel 2016 dal Sudan non era, come sostenevano le polizie di cinque Paesi, Medhanie Yedhego Mered, conosciuto e ricercato come il 'generale', ma Medhanie Tesfamariam Berhe, un profugo di professione falegname. Una ricostruzione sostenuta a lungo da Tondo, che criticò la linea della procura. Berhe era stato comunque condannato a 5 anni per un episodio di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Secondo l'organismo del Consiglio d'Europa, il 18 ottobre il giornalista della testata giornalistica del Regno Unito ha ricevuto notifica della prima udienza del suo processo, fissata il 2 febbraio prossimo, in due cause civili promosse contro di lui dal magistrato per un post su Facebook e alcuni articoli pubblicati sul quotidiano d’ Oltremanica.


Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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