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Politica Estera

+++ Bulgaria: "Russia ha incendiato depositi di armi”. Mosca: “Ue fermi traffico illegale di armi, situazione più grave di quella durante la Guerra Fredda +++

Di Marco Paganelli 28 Aprile 2021 – 21:10 2 min di lettura

Sergey Lavrov 17.03.2010(ASI) Sembra allontanarsi la prospettiva di una ricomposizione della frattura, se vogliamo utilizzare la categoria tradizionale di analisi geopolitica della Guerra Fredda, tra Est e Ovest.

Rischia di salire ora anche la tensione tra Mosca e Sofia. Sei russi, fra cui tre agenti del Gru (l’ apparato d’ intelligence del Cremlino), sono ricercati infatti dalla procura bulgara in relazione a quattro diversi incendi di depositi di armi sul territorio nazionale. L’ azione sarebbe stata compiuta per provare a bloccare alcuni dispositivi bellici destinati in Ucraina e Georgia. La vicenda, avvenuta diversi anni fa, è emersa solo oggi in un contesto di crescente tensione dopo le accuse rivolte, a Mosca da Praga, in relazione all'esplosione del magazzino di munizioni nel 2014.

La portavoce della procura, Siika Mileva, ha sottolineato che gli incidenti potrebbero essere legati al tentativo di avvelenamento del commerciante d'armi bulgaro, Emilian Gebrev. Tre dei russi ricercati si trovavano in Bulgaria nel momento del tentato avvelenamento e delle deflagrazioni (2011, 2015 e 2020). Gli investigatori stanno lavorando in stretto contatto con i loro colleghi della Repubblica Ceca.

L'Unione Europea deve controllare meglio il traffico illegale di armi sul proprio territorio, ha commentato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov questa sera durante un' intervista televisiva. La responsabilità, di tali eventi, viene attribuita ora a Mosca. "Durante la Guerra Fredda – ha tenuto a precisare -, le tensioni erano alle stelle e spesso sono emerse situazioni di crisi rischiose, ma c'era anche un rispetto reciproco". Tuttavia "mi sembra adesso che su questo  ci sia un deficit".

Ha concluso poi con una battuta molto significativa in grado di descrivere, forse più di ogni altro elemento, il clima geopolitico che si respira, sempre di più, soprattutto nella parte orientale del vecchio continente: “L'Unione Europea accusera' presto la Russia anche dell'attentato di Sarajevo”, la miccia che causò lo scoppio, nel 1914, della Guerra Mondiale. Più che un o scherzo pare essere un monito alla Nato e all’ Unione europea a non compiere altri passi falsi.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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