(ASI) Non si sono spenti i motori dei bombardieri della Nato nei cieli della Libia che già nuovi venti di guerra spirano in diverse parti del mondo. E' indubbio che anche ciò serve a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dagli effetti catastrofici del capitalismo selvaggio, che nel mondo ha creato disastri economico-sociali senza precedenti.
Guerre create ad arte per mantenere in vita lo status quo creato dai potentati economico-finanziari e consentire loro di continuare a gestire indisturbati destini del pianeta.

Infatti, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Guerra Ehud Barak stanno cercando di raggiungere una maggioranza in seno al governo per ootenere l'autorizzazione di attaccare militarmente la Repubblica Islamica dell'Iran. Lo scrive il sito del quotidiano Haaretz, aggiungendo che per il momento i contrari sarebbero in leggero vantaggio. Provocazione o reale minaccia?

In ogni caso, dopo aver appreso le intenzioni del premier israeliano, la comunità internazionale allarmata si pone la seguente domanda: Ad un attacco atomico alla Repubblica Islamica dell'Iran seguirà una pari azione militare di Teheran?

Decisa ed immediata è stata la risposta del capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, il generale Hassan Firouz Abadi che in merito a ciò ha dichiarato: “Puniremo l'entità sionista in maniera sorprendente” . Per il generale “anche se la possibilità di un’azione del genere è bassa, noi consideriamo questa minaccia molto seriamente e siamo in piena allerta. Gli Stati Uniti sono consapevoli – ha aggiunto Firouz Abadi – che un attacco militare sionista sull’Iran li danneggerebbe in maniera grave . Siamo in grado di colpire Israele in modo sorprendente".

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