(ASI) Azioni offensive di questo tipo avvengono, solitamente da parte di Gerusalemme, in Siria a causa della strettissima cooperazione, anche e in particolare in ambito militare, tra Damasco e la Repubblica Islamica.

L’evento ha interessato, però questa volta, l’Iraq. Bombardieri, probabilmente israeliani o americani, hanno attaccato ieri sera alcuni obiettivi di Hezbollah e dell’Iran, a Jurf al – Sakr, nella parte meridionale di Baghdad. Sono giunte, sul posto poco dopo, i mezzi di soccorso della Mezzaluna Rossa per curare i feriti. Lo hanno riportato, nelle ultime ore, i media locali. Un primo bilancio, probabilmente non definitivo, dell’accaduto ha parlato di almeno 9 morti. Le fonti, presenti nella località colpita dai raid, hanno riferito che bombe e missili hanno preso di mira alcuni componenti della milizia sciita libanese, insieme ad altre sostenute sempre da Teheran. Il governo della nazione dell’Eufrate ha risposto con urgenza. Ha rafforzato così immediatamente la vigilanza, schierando subito agenti delle proprie forze antiterrorismo, nei pressi dell’ambasciata Usa situata nella capitale. E’ elevata infatti, nel breve e medio periodo, la paura di ritorsioni. Queste ultime sono state minacciate, sui social network, dopo le notizie in merito alle violente deflagrazioni che hanno generato danni e vittime. Gli americani ritengono che sia nel loro interesse “ l’instabilità dell’Asia occidentale, almeno fino a quando non avranno tutta la zona sotto controllo. Lo dicono loro stessi. Un famoso esperto del think-thank ‘Enterprise’ ha affermato: ‘Noi non vogliamo la stabilità”” nel territorio dei Pasdaran. E’ la durissima denuncia della Guida suprema religiosa, su Twitter, l’ayatollah Alì Khamenei. L’intento, di tale retorica accesa, è quello di impostare le relazioni con la Casa Bianca, che sarà guidata da domani non più dall’uscente Donald Trump che terminerà il mandato iniziato nel 2016 ma dal presidente eletto Joe Biden, sulla base della “parità strategica” tra le parti.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

 

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