139630807 16093702469641n(ASI) Rispettando il cronoprogramma stabilito in precedenza, si sono conclusi ieri, dopo 35 cicli di incontri, i negoziati Bruxelles-Pechino per l'Accordo Globale sugli Investimenti tra Unione Europea e Cina (EU-China CAI). L'annuncio è arrivato nel corso di un vertice in videoconferenza tra il presidente cinese Xi Jinping, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Si apre così una fase in cui le parti dovranno definire e completare le rispettive procedure tecniche legali, al termine della quale l'accordo potrà entrare in vigore. Da quel momento, in sostanza, gli investitori europei e cinesi disporranno di un maggior accesso gli uni nel mercato degli altri, un ambiente economico più competitivo, maggiori garanzie e maggiore trasparenza. Saranno così fissate regole più precise e circoscritte su temi centrali quali trasferimento tecnologico, aziende statali, sussidi, mercato del lavoro e ambiente, disciplinando in modo più efficace un flusso di investimenti nelle due direzioni divenuto via via più imponente nel corso degli ultimi vent'anni, con oltre €140 miliardi di IDE europei in Cina e quasi €120 miliardi di IDE cinesi in UE, ed ora destinato a crescere.

In virtù della nuova legge cinese sugli investimenti esteri entrata in vigore lo scorso primo gennaio, che ha parificato e uniformato il trattamento delle aziende straniere a quello delle aziende locali, questo accordo, grazie all'eliminazione di restrizioni quantitative, limiti di capitale o requisiti di joint venture in numerosi settori, garantirà infatti agli investitori europei maggiori opportunità in un enorme mercato in rapida espansione, dove i consumi interni costituiscono ormai da alcuni anni il principale motore di crescita.

I leader europei hanno apprezzato l'ulteriore apertura economica della Cina e gli sforzi compiuti da Pechino per promuovere la liberalizzazione del commercio e la facilitazione degli investimenti. Merkel, Macron, Von der Leyen e Michel hanno inoltre sottolineato l'importanza dei contatti ad alto livello tra le parti, che si sono mantenuti anche durante la pandemia consentendo di compiere significativi passi in avanti su una serie di questioni, come ad esempio l'accordo sulle indicazioni geografiche. Secondo i vertici dell'Unione, il completamento dei negoziati per l'accordo sugli investimenti rappresenta «una pietra miliare nello sviluppo delle relazioni UE-Cina», che potrà contribuire alla ripresa dell'economia mondiale dopo un anno difficilissimo come quello che il pianeta si sta apprestando a salutare.

Da parte sua, il presidente cinese ha definito l'accordo «equilibrato, di alto livello e reciprocamente vantaggioso». Xi ha voluto evidenziare come i negoziati abbiano messo in luce la determinazione e la fiducia del suo Paese nel portare avanti la politica di apertura ad alto livello intrapresa già da molto tempo. Anche il capo di Stato asiatico si è detto certo del fatto che, quando sarà in vigore, l'accordo potenzierà la ripresa economica mondiale nella fase post-pandemica ma ha aggiunto che «rafforzerà la fiducia della comunità internazionale nella globalizzazione economica e nel libero scambio ed apporterà un contributo significativo alla costruzione di un'economia mondiale aperta».

Secondo i leader europei, l'incontro in videoconferenza ha certificato una serie di risultati che hanno nuovamente mostrato come «nonostante le differenze di vedute su alcune questioni, l'Europa e la Cina mantengano la volontà politica di rafforzare il dialogo ed approfondire la cooperazione sulla base del rispetto reciproco, allo scopo di raggiungere traguardi vantaggiosi per entrambe le parti». Tra gli elementi accolti con favore da Von der Leyen e Michel c'è anche l'insieme di iniziative intraprese dal governo cinese nella lotta ai cambiamenti climatici e il sostegno fornito all'Africa nel contrasto alla pandemia. La speranza espressa dai vertici UE è ora quella di poter proseguire a cooperare strettamente con la Cina su questi fronti, così come in materia di conservazione della biodiversità, sviluppo sostenibile e riforma dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.

Sullo sfondo della pandemia di Covid-19 e delle inedite trasformazioni che il pianeta sta vivendo, «Cina ed UE, navigando tra le difficoltà e lavorando fianco a fianco, hanno prodotto risultati fruttuosi nell'avanzamento delle relazioni durante il 2020», ha osservato Xi Jinping, che ha esortato Bruxelles a sostenere il libero commercio e il multilateralismo, garantendo un ambiente aperto, equo e non discriminatorio per gli investitori cinesi.

Il leader asiatico ha poi rimarcato l'importanza del coordinamento UE-Cina nel quadro delle politiche ambientali, della connettività infrastrutturale (armonizzando l'iniziativa cinese Belt and Road con la Strategia UE di interconnessione eurasiatica) e degli organismi internazionali, aggiungendo che Cina ed Europa, nella loro veste di «importanti forze, mercati e civiltà globali», devono mostrare un «senso di responsabilità» ed «impegnarsi attivamente per contribuire alla pace e al progresso mondiale». In quest'ottica, Xi ha invitato a consolidare il dialogo e la fiducia reciproca, approfondire la cooperazione, gestire in modo appropriato le divergenze e lavorare insieme per coltivare nuove opportunità e schiudere nuove prospettive.

 

Andrea Fais - Agenzia Stampa Italia

 

 

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