(ASI) Vladimir Putin ha ringraziato i suoi elettori per il voto espresso sulla riforma costituzionale. Sarà al “comando” della grande Nazione fino al 2036. Già nel 2018 per il suo quarto mandato ringraziava la popolazione che lo aveva votato : “Grazie a tutti i nostri sostenitori per questo risultato: ora è importante essere uniti e includere nella nostra squadra anche chi ha votato altri candidati. Il successo è il nostro destino. Lavoreremo tutti duramente per il futuro della grande Russia.

Penseremo al futuro della nostra grande Patria , al futuro dei nostri figli agendo così senza dubbio siamo condannati al successo”. Era il 7 maggio del 2018 , quando al termine delle elezioni presidenziali in Russia , Putin fu rieletto per il quarto mandato con il 76,69% per un totale du 56.430.712 voti. La riforma costituzionale  di questi giorni , è stata approvata secondo i dati ufficiali dal 77,92% dei votanti con un’affluenza del 67,97%. Questa riforma darà la possibilità a Vladimir Putin di: “aggirare il limite di due mandati consecutivi da capo dello Stato e candidarsi alle presidenziali del 2024 e del 2030 e quindi potenzialmente, di rimanere al Cremlino fino al 2036”. Come riporta l'Agenzia ANSA : Il presidente Putin ha detto: “Prima che cominciamo a lavorare vorrei rivolgermi ai cittadini russi con parole di ringraziamento. Voglio dire grazie molte per il vostro sostegno e la vostra fiducia”.

Queste le parole riportate dall’agenzia Ria Novosti. L’affluenza totale al plebiscito sulla riforma costituzionale iniziato il 25 giungo e conclusosi ieri in Russia è stata del 67,97% come abbiamo già detto ad annunciarlo la Commissione elettorale centrale. Si parla di grandi numeri . Le cifre , riportano un grande Consenso per Putin . Il Cremlino ha infatti espresso la propria opinione definendo la votazione del popolo come sulla riforma della costituzione russa come : “un trionfo del presidente Putin, e della fiducia dei russi nel loro carismatico leader.” “Sicuramente lo consideriamo un trionfo. In realtà, de facto ha avuto luogo un referendum trionfale sulla fiducia nel presidente Putin”, ha detto ai giornalisti il portavoce presidenziale Dmitry Peskov. Tuttavia una gran parte della popolazione mondiale si chiede se questa grande elargizione di potere e di comando sia la cosa più giusta. Gli Stati Uniti d’America sono “preoccupati” per le modalità di svolgimento del referendum russo.

Questo permetterà al capo dello stato Putin di restare in carica sino al 2036. Il dipartimento di Stato degli USA riporta : “Siamo preoccupati per le informazioni sugli sforzi del governo russo per manipolare i risultati dei recenti voti sugli emendamenti costituzionali, comprese le informazioni su una coercizione degli elettori, sulle pressioni verso gli oppositori agli emendamenti e sulle restrizioni imposte agli osservatori indipendenti”. Anche l’Europa si domanda se la concentrazione di tale “controllo” da parte del capo dello stato russo sia la soluzione migliore nel panorama di confronto delle democrazie. “Abbiamo preso atto dell’annuncio della Commissione elettorale centrale della Federazione russa in merito ai risultati del voto nazionale sugli emendamenti alla Costituzione russa. Ci rammarichiamo che, nel periodo precedente al voto nazionale, non sia stata consentita la campagna a favore e contro, negando così agli elettori l’accesso ad informazioni equilibrate”. Lo ha affermato Peter Stano, portavoce dell’alto rappresentante dell’Unione Europea Josep Borrel.

“Ci aspettiamo che tutte le segnalazioni e le accuse di irregolarità, tra cui i voti degli elettori, la violazione della segretezza dello stesso e le accuse di violenza della polizia contro un giornalista siano debitamente indagate”. La riforma costituzionale prevede in effetti la possibilità per Putin di rimanere in carica fino al 2036. Questo si domandano in molti significherebbe avere un controllo continuativo e prolungato su una nazione. Ci si interroga anche ed inevitabilmente sui retroscena storici che conosciamo già dagli studi superiori. Questa è probabilmente la principale novità della riforma, che è anche quella  meno pubblicizzata in Russia e quasi ignorata dalla televisione di Stato. Gli emendamenti sono tanti e di natura diversa. Si ridisegnano le competenze dei vari organi statali e si aumentano i poteri del capo dello stato. Si dà spazio al patriottismo ed ai principi conservatori promossi da Putin in questi 20 anni ai vertici del “potere”. Nella nuova costituzione il presidente russo : “Il matrimonio sarà definito come un’unione tra un uomo e una donna” , rinvigorendo il divieto di altre unioni. In Russia i diritti delle minoranze sessuali sono regolarmente calpestati.

“Nella legge fondamentale dello Stato inoltre si inserisce un accenno alla fede in Dio , e si vieta di sminuire il contributo sovietico nella lotta al nazismo e di cedere ad altri Paesi parti del territorio russo: un modo quest’iltimo per ribadire che Mosca non intende restituire all’Ucraina la Crimea, annessa di fatto dalla Russia nel 2014”. C’è poi una terza categoria di emendamenti che riguardano il benessere socio-economico e che servono ad attirare voti: introducono nella Costituzione l’indicizzazione delle pensioni e vietano che gli stipendi siano inferiori al minimo di sussistenza per ora fissato a 135 euro al mese come riporta ANSA. Il capo dello Stato potrà inoltre imporre il proprio eventuale candidato premiere anche senza sciogliere la “duma” : (assemblea legislativa che getta le sue fondamenta nella storia). Il presidente potrà inoltre destituire i giudici della Corte costituzionale e della Corte suprema e dirigere “il lavoro generale del governo” . Si rafforzano anche gli organi di governo centrali , e vi è la possibilità di un immunità parlamentare. “La Russia si avvale anche di uno strumento filtro per eliminare le sentenze dei tribunali internazionali che non le vanno a genio: un emendamento prevede infatti che il diritto internazionale non si applichi nel caso in cui la Corte Costituzionale lo reputi in contrasto con la legge russa. Nello scacchiere internazionale cosa cambierà? Ci si domanda se questo “modus operandi” del Governo sia vicino a forme di assolutismo oppure è la volontà del popolo russo. Siamo nel rispetto di una cooperazione internazionale ? Si può parlare di democrazia  o la natrurale evoluzione politica per affermare la Russia come una potenza mondiale di primo piano ? Ai posteri l’ardua sentenza.

Massimiliano Pezzella – Agenzia Stampa Italia.

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