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Politica Estera

Ambasciata della Repubblica dell'Azerbaigian: L’Azerbaigian ricorda i suoi martiri nel 30° anniversario del Gennaio Nero

Di Redazione ASI 20 Gennaio 2020 – 09:06 2 min di lettura

anniversario martiri(ASI) Oggi l’Azerbaigian ricorda una data fondamentale e drammatica della sua storia. Nella tarda notte del 19 Gennaio del 1990, senza dichiarare lo stato d’emergenza, per ordine di Mikhail Gorbachev, allora presidente dell’Unione Sovietica, circa 30 mila soldati dell’esercito sovietico si avviarono verso Baku. Un’operazione militare di vasta scala e da tutte le direzioni, incluso il mare, volta a colpire gli abitanti disarmati, progettata dalle forze speciali del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Interno e del Comitato della Sicurezza Statale dell’Unione Sovietica. 

I soldati colpirono indiscriminatamente donne, anziani e neonati; persino i conducenti delle ambulanze e i medici furono sottoposti a brutali uccisioni. Carri armati e mezzi di trasporto corazzati travolsero veicoli civili e medici, incuranti delle persone all’interno.

Scopo principale dell’ingresso delle truppe a Baku ed in altre città del paese, era di imporre alla popolazione il silenzio, per mezzo del soffocamento delle manifestazioni pacifiche iniziate contro la politica unilaterale, parziale e prevenuta sul conflitto armato armeno-azerbaigiano del Nagorno Karabakh, condotta dal governo sovietico. 

L’attacco portò a 147 civili morti e al ferimento di circa 800 persone. 

Il rapporto di Human Rights Watch sul "Gennaio Nero in Azerbaigian" recita che "In effetti, la violenza usata dall'esercito sovietico nella notte tra il 19 e il 20 gennaio era talmente sproporzionata rispetto alla resistenza offerta dall'Azerbaigian, da costituire un esercizio di punizione collettiva".

marteriazeri1 copyNella giornata del 17 gennaio Hikmet Hajiyev, capo del dipartimento di politica estera dell’Amministrazione Presidenziale dell’Azerbaigian, parlando ad un evento presso l’Università ADA, in occasione del trentesimo anniversario della tragedia del 20 gennaio, ha affermato che i fatti del 20 gennaio non sono stati solo un evento della notte tra il 19 gennaio e il 20 gennaio 1990, ma è necessario considerarli come un processo poi proseguito nel dramma di Khojaly. Hajiyev ha sottolineato che in Armenia e nel Nagorno Karabakh è stata condotta una politica di pulizia etnica contro l'Azerbaigian e tutto ciò è iniziato proprio dopo che Heydar Aliyev fu rimosso dal suo incarico nella direzione sovietica. Ha evidenziato anche che la tragedia del 20 gennaio deve essere vista da un punto di vista militare, poiché fu preparato un piano per l'occupazione di Baku come città straniera. Ha inoltre rilevato il blocco informativo sui fatti realmente accaduti da parte dei media internazionali, fino alla conferenza stampa di Heydar Aliyev, nel frattempo giunto alla Rappresentanza Permanente dell’Azerbaigian a Mosca. 

A Baku il giorno dell'anniversario funzionari governativi, diplomatici stranieri e comuni cittadini visitano il Viale dei Martiri, dove sono sepolte le vittime della tragedia del 20 gennaio. Una serie di eventi - convegni, tavole rotonde, mostre fotografiche e proiezioni di documentari, si svolgono in tutto il mondo a ricordo di come la perdita di vite abbia rafforzato il desiderio dell’indipendenza dell’Azerbaigian.

In Italia il 20 gennaio 2020 l’Ambasciata dell’Azerbaigian ricorda i suoi martiri e questo drammatico anniversario con un evento che prevede la partecipazione della comunità azerbaigiana, insieme a  studiosi e accademici italiani.

Nota della Redazione

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