(ASI) - Il governo italiano ha riaffermato la posizione ufficiale sulle garanzie di sicurezza per Kiev: l’Italia sostiene la sicurezza dell’Ucraina ma non invierà truppe italiane sul terreno nell’ambito di eventuali future missioni multilaterali.
La dichiarazione è stata espressa dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine del recente incontro della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi tenutosi ieri a Parigi.
Anche nel comunicato ufficiale diffuso da Palazzo Chigi, si evince che l’Italia continuerà a sostenere e supportare la sicurezza dell’Ucraina, in coerenza con quanto fatto finora, ribadendo tuttavia l’esclusione dell’impiego di forze armate italiane direttamente sul territorio ucraino. L’impegno italiano si concentrerà piuttosto su forme di supporto diplomatico, logistico o di monitoraggio, in coordinamento con partner europei, statunitensi e internazionali. La presenza di truppe su un terreno di conflitto internazionale, senza una chiara cornice di pace e un mandato internazionale definito, come ad esempio una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, potrebbe complicare gli sforzi diplomatici e richiederebbe un consenso costituzionale esplicito
La posizione italiana è coerente con le scelte strategiche già espresse in passato dal governo: lo stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva dichiarato che l’Italia non avrebbe partecipato con contingenti militari in territorio ucraino, sottolineando che il contributo italiano avrebbe invece potuto assumere forme diverse, come l’addestramento di truppe ucraine su territorio italiano.
Mentre alcuni Paesi, come il Regno Unito e la Francia, hanno invece già manifestato disponibilità a impegnare proprie forze in aree di sicurezza o sostegno post-pace, l’approccio italiano riflette non soltanto scelte politiche contingenti, ma anche valutazioni interne legate alle procedure costituzionali e alla sensibilità dell’opinione pubblica rispetto all’invio di militari italiani in un conflitto estero.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI Sora su input Carlo Armanni



