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Politica Estera

Nicaragua: opposizioni oggi di nuovo in piazza

Di Fabrizio Di Ernesto 11 Agosto 2018 – 14:43 2 min di lettura

1200px Flag of Nicaragua.svg copy(ASI) Le opposizioni nicaraguensi tornano oggi in piazza contro i presidente Daniel Ortega e il suo governo.


In base a quanto riferito dalla stampa locale i manifestanti chiederanno la fine della repressione e la liberazione di tutti i detenuti politici catturati a partire dall’inizio delle mobilitazioni, ovvero dallo scorso aprile, quindi il disarmo e la smobilitazione dei gruppi di paramilitari, con la supervisione dell’Onu e dell’Organizzazione degli stati americani (Osa). La manifestazione sarà replicata anche il prossimo mercoledì, 15 agosto affinché il loro appello “possa ottenere una soluzione politica alla crisi in corso e che possa ripartire il dialogo promosso dalla conferenza episcopale”.
Come anticipato sopra, dallo scorso aprile migliaia di manifestanti hanno marciato a Managua e in altre città del Nicaragua contro il governo. Nonostante gli attacchi denunciati nelle ultime settimane e le accuse di cospirazione contro lo stato, la Conferenza episcopale nicaraguense (Cen) intende continuare a chiedere l'apertura di un dialogo nazionale per mettere fine alla crisi che ha causato sin qui circa 300 morti.
La Conferenza episcopale ha chiesto al presidente Ortega, che nei giorni scorsi aveva accusato i religiosi di aver appoggiato i piani "golpisti" delle opposizioni, se intendesse confermare il ruolo di mediazione nel dialogo assunta a metà giugno. Un ruolo che, spiegavano i vescovi, continueranno ad esercitare sino a quando non arriverà per iscritto una richiesta contraria dal capo dello stato.
La proposta di mediazione, con la richiesta di indire un calendario elettorale anticipando al 2019 le elezioni previste per il 2022, era stata presentata dalla Conferenza episcopale lo scorso 7 giugno. Uno schema appoggiato anche dalla segreteria generale dell'Organizzazione degli stati americani (Osa). Un mese dopo Ortega ha però rifiutato apertamente la proposta, pur confermando la propria volontà di lavorare per la pace: "Qui le regole le fissa la Costituzione della Repubblica attraverso il popolo, le regole non possono essere cambiate dalla sera alla mattina semplicemente perché così viene in mente a un gruppo di 'golpisti'", ha detto Ortega denunciando come violente le azioni degli oppositori con barricate e uso di armi artigianali.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

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