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Politica Estera

Germania: Merkel salva il governo, ma l'intesa sui migranti è cara

Di Lorenzo Nicolao 5 Luglio 2018 – 15:03 2 min di lettura

Horst Seehofer Angela Merkel Kompromiss Asylsstreit CDU CSU copy(ASI) Berlino- La crisi si era aperta subito dopo il vertice fra i Paesi dell'Unione europea a fine giugno, quando la posizione assunta da Angela Merkel sull'emergenza migratoria aveva deluso le attese del suo ministro dell'Interno Horst Seehofer. Il leader della Csu, partito dei cristiano-democratici bavaresi, storico alleato di governo della cancelliera, aveva minacciato le dimissioni, poi smentite grazie all'accordo raggiunto il 3 luglio.


Il governo tedesco e la grosse koalition si salvano, ma a caro prezzo: Merkel dovrà rinunciare definitivamente alla sua politica di apertura verso i migranti, se vorrà impedire la crescita a destra di Afd (Alternative für Deutschland). Gli alleati bavaresi della cancelliera sono infatti preoccupati da un sorpasso, che temono possa avvenire alle elezioni regionali del prossimo autunno.
Le politiche tedesche verso l'immigrazione saranno così costrette a inasprirsi, seguendo il trend che caratterizza ora l'Europa, dove il ministro e vicepremier Matteo Salvini è il politico del momento. Il 3 luglio è stato raggiunto l'unico accordo che poteva salvare l'attuale maggioranza a Berlino, ma a patto di una forte virata a destra.
Da ora in poi, al confine tedesco saranno allontanati e respinti tutti coloro che avevano già goduto di asilo presso un altro Paese europeo oppure ai quali fosse già stata negata la richiesta, e saranno trasferiti in appositi centri ancora da creare. La permanenza nei centri di transito però non sarà da considerarsi a un ingresso in Germania.
Il nodo purtroppo resta, almeno nella gestione della crisi con le frontiere degli altri Paesi. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha già detto chiaramente che, in caso di decisioni unilaterali, sarà pronto a chiudere i propri confini. Rimanendo validi gli attuali Accordi di Dublino, resta sempre responsabilità dei Paesi di arrivo gestire gli sbarchi, ma l'Italia del governo M5s-Lega ha più volte fatto capire che i porti italiani non saranno più pronti a farsi carico dei flussi migratori diretti in Europa.
Rimanendo alla politica tedesca, se è vero che l'alleanza di governo si è salvata grazie a un costoso compromesso, non è ancora chiaro come la sponda dei Socialdemocratici della Spd possa reagire alle scelte di Merkel dettate da Seehofer. Fra gli iscritti del partito, il 66% aveva visto con favore una nuova edizione delle larghe intese, ma non è escluso che le posizioni nel centro-sinistra possano cambiare. In fondo le restrizioni al diritto d'asilo non erano contemplate nell'attuale patto di governo fra i due principali partiti tedeschi.
Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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