Venerdì, 28 Agosto 2026
ASI Notizie
Ambiente, De Carlo (FdI): Presentato ddl sui livelli minimi di invaso dei laghi bellunesi L'inconfessabile del Calcio: le rivelazioni di Sergio Curcio Cop17, Confeuro: “Serve strategia integrata per gestione suoli” Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Comunità che trasformano territori” Assisi e l'Inter Ettore Muti il soldato più decorato d'Italia, eliminato il 24 agosto 1943 dai Badogliani Giochi del Mediterraneo, Confeuro: “Faro su tutela mare e agricoltura” Ue, Tiso(Euromò): “Debito Ue preoccupante. Insostenibile in Italia e Usa” Manovra, Turco (M5S): da fondo sovrano a cashback fiscale nostre proposte copiate  Spin Time: Trancassini, Gualtieri non si arrenda a pretese abusivi. Basta regali su spalle romani Iran - Usa preparano una stretta senza precedenti: nel mirino anche i partner commerciali Ambiente, De Carlo (FdI): Presentato ddl sui livelli minimi di invaso dei laghi bellunesi L'inconfessabile del Calcio: le rivelazioni di Sergio Curcio Cop17, Confeuro: “Serve strategia integrata per gestione suoli” Sociale, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Comunità che trasformano territori” Assisi e l'Inter Ettore Muti il soldato più decorato d'Italia, eliminato il 24 agosto 1943 dai Badogliani Giochi del Mediterraneo, Confeuro: “Faro su tutela mare e agricoltura” Ue, Tiso(Euromò): “Debito Ue preoccupante. Insostenibile in Italia e Usa” Manovra, Turco (M5S): da fondo sovrano a cashback fiscale nostre proposte copiate  Spin Time: Trancassini, Gualtieri non si arrenda a pretese abusivi. Basta regali su spalle romani Iran - Usa preparano una stretta senza precedenti: nel mirino anche i partner commerciali
Politica Estera

Ungheria al voto: il terzo mandato di Orban vale il 49%

Di Lorenzo Nicolao 9 Aprile 2018 – 07:33 2 min di lettura

orban1(ASI) Budapest- Sarà il terzo mandato a soli 55 anni, confermato da una base elettorale del 49% che gli garantirà per altri 4 anni la maggioranza assoluta del parlamento ungherese. Viktor Orban è ancora lì, dal 2010 come premier sovranista a Budapest, sempre pronto ad attaccare Bruxelles e a difendere il suo Paese dall’«invasione degli stranieri che si riversa sull’Europa».                                                                                                                                                                     
Fidesz, il suo partito nazionalista, è stato votato da circa un elettore su due, per un totale di 5,5 milioni di cittadini che si sono recati alle urne nell’election day dell’8 aprile. Il 68,8% è andato a votare, affluenza record nell’est Europa, non per punire il premier in carica, come pensavano alcuni osservatori, ma per confermarlo con una rielezione. In serata vi erano ancora lunghe file ai seggi, tanto da ritardarne la chiusura di circa quattro ore oltre quella prevista alle 19. Nelle grandi città il governo aveva messo in allerta i reparti speciali della polizia, qualora vi fossero stati scontri di piazza.
Invece, per il rinnovamento dell’Orszaghàk, il parlamento nazionale, tutto è filato liscio come difficilmente si poteva immaginare. Il partito di governo al primo posto, seguito dal movimento di ultradestra Jobbik, con il 20% e la metà dei voti, e dall’alleanza fra socialisti e verdi che ha toccato il 12%. Una riconferma importante per un premier che elogia senza pudore i presidenti Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, mantenendo una linea molto dura con le istituzioni europee di cui fa parte. La legge elettorale uninominale ha favorito, con 97 mandati diretti vinti, chi si è sempre espresso contro la politica delle quote per la ripartizione dei rifugiati e chi ha giustificato perfino un intervento militare, pur di difendere i confini nazionali.
Gabor Vona, il leader dell’estrema destra rappresentata dal secondo partito Jobbik, è così il principale rivale di Orban, ma anche sostenitore di politiche simili. Il suo portavoce Marton Gyongyosi per esempio disse una volta che «l’Ungheria era stata soggiogata dal Sionismo», ma in seguito ammise anche che «la fondazione dello Stato di Israele era stata una scelta politica giusta».
Una democrazia illiberale, come lo stesso Orban l’aveva definita, spesso contraddittoria e che continuerà a difendere con forza confini e principi. Il gruppo “Visegrad”, che l’Ungheria forma insieme a Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, mantiene la propria base elettorale, ora che anche l’Austria di Sebastian Kurz aveva iniziato a farne politicamente parte. Questi Paesi, entrati nell’Ue nel 2004, si sono fatti sempre più critici verso l’Unione. Una posizione che, per quanto dura, continua a piacere all’elettorato, tanto da fare di Orban il capo di governo più longevo del continente dopo Angela Merkel. Razzismo e nazionalismo restano l’identikit di un’Ungheria in piena crescita economica, paradossalmente grazie anche ai fondi delle istituzioni europee che criticano ogni giorno.

Lorenzo Nicolao – Agenzia Stampa Italia

Nota della Redazione

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.