(ASI) Il caso Skripal sta diventando, sempre più, internazionale. Downing Street ha diramato un comunicato in cui si legge che gli Stati Uniti, la Francia, la Germania e la Gran Bretagna, hanno accusato esplicitamente la Russia di aver compiuto “il primo attacco chimico con agente nervino in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale”, evidenziando la mancata risposta di Mosca “alle legittime richieste del Regno Unito”.

I I quattro capi di stato hanno avvalorato così ufficialmente la posizione espressa dalla premier, Theresa May, che ha ripetuto anche oggi, nella sua visita a Salisbury dove è avvenuta l’azione ostile contro l’ex spia del Kgb e sua figlia, la responsabilità dei servizi segreti di Vladimir Putin. Il ministro degli esteri di quest’ultimo, Sergei Lavorv, ha sottolineato per l’ennesima volta l’ estraneità del suo paese a quanto è accaduto e ha annunciato che il Cremlino sta valutando l’espulsione dei diplomatici di sua maestà, dal territorio russo, in risposta ai 23 di Mosca che dovranno lasciare lo stato d’oltremanica entro una settimana. Ha messo in luce inoltre l’assurdità delle sanzioni annunciate ieri dalla premier inglese, notando come esse derivino da una campagna russofobica portata avanti dall’Occidente e dall’incapacità di gestire la Brexit. Jens Stoltenberg non ha nascosto che l’attacco contro Sergei Skripal rappresenta, per l’Alleanza Atlantica, “una minaccia alla sicurezza internazionale e alla pace”, aggiungendo che Londra non ha chiesto l’attivazione dell’articolo 5 del Trattato, né interrotto totalmente le relazioni diplomatiche con la Russia. Il segretario generale della Nato ha evidenziato quindi l’importanza di evitare una nuova guerra fredda, mediante ulteriori occasioni di dialogo con Mosca, in quanto non avrebbe nè vinti, né vincitori.  L’Eliseo studierà, nei prossimi giorni, misure contro la Russia per quanto successo sul suolo britannico. La Casa Bianca ha varato già oggi nuove sanzioni in risposta a quest’ultimo e per lo scandalo Russiagate. Il dipartimento al tesoro Usa ha fatto sapere che ne sta valutando di nuove, proprio mentre il parlamento di Westmister ha chiesto al governo inglese di riaprire le indagini su 14 morti sospette. La polizia neozelandese ha avviato, intanto, un'inchiesta dopo le accuse di un ex agente russo che ha affermato che uno sconosciuto ha tentato di avvelenarlo in una strada di Auckland nel 2006.

 

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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