(ASI) Vienna – Ormai mancava solo la formalizzazione, ma l’ipotesi di un governo tra popolari e nazionalisti è ora realtà in Austria.
A darne notizia è il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Il giovane Presidente e leader dell’Österreichische Volkspartei – ÖVP (Partito Popolare Austriaco), nella conferenza stampa in cui è stata decretata l’alleanza con il nazionalista Freiheitliche Partei Österreichs – FPÖ (Partito della Libertà Austriaco), ha dichiarato che «Alle elezioni del 15 ottobre si è deciso per il cambiamento, e insieme vogliamo mettere al sicuro questo cambiamento». «La nuova coalizione si impegna per una politica che risparmia nel sistema, e non a carico della gente», ha proseguito il neo-Premier che ha promesso l'abbassamento delle tasse agli austriaci.

Un avvenimento che aveva preso forma già nelle recenti elezioni politiche austriache. Infatti nella campagna elettorale il Partito Popolare sotto la guida di Kurz, si è era abbondantemente spostato a destra rispetto alla sua lunga tradizione centrista. Sicuramente per arginare una possibile vittoria del leader del FPÖ Heinz-Christian Strache, ma le parole d’ordine dei popolari sono state: “stop all’immigrazione”, “Unione Europea sì, ma più rispetto e autonomia della politica nazionale austriaca” e “basta alleanze con i socialdemocratici”. Poi la significativa chiamata dei nazionalisti alle consultazioni per la formazione del Governo. Il tutto culminato in quella che è stata battezzata la nuova alleanza “turchese – blu” (il primo è il colore dei popolari, il secondo dei nazionalisti).

Ai nazionalisti vanno dei posti importanti nell’entourage governativo. Heinz-Christian Strache è stato designato Vicecancelliere, Herbert Kickl è il nuovo Ministro degli Interni, mentre Mario Kunasek e Karin Kneissl sono rispettivamente Ministro della Difesa e Ministro degli Esteri.

Un vecchio sogno quello dei nazionalisti del FPÖ di entrare a far parte del Governo della Repubblica d’Austria. Già realizzatosi nel 1999 dove i popolari scelsero di costituire l’Esecutivo con l’alleanza dei nazionalisti allora guidati da Jörg Haider, ma il progetto ebbe vita breve a causa della forte pressione che l’Austria subì dai vertici dell’Unione Europea, riluttante all’idea di avere forze di “estrema destra” al governo di uno degli Stati membri.

La nuova alleanza popolari-nazionalisti è stata fatta grazie all’accordo su temi relativi all'abbassamento della pressione fiscale, il taglio della burocrazia e nuove misure per limitare l'immigrazione. Sebastian Kurz precisa, però, che il nuovo Governo «sarà europeista», cercando così di placare le “agitazioni” di Bruxelles.

Ma aldilà della proclamata fede europeista del 31enne Premier, il Governo austriaco da forti segnali di “guardare ad est”. Infatti si ipotizza che il nuovo Esecutivo andrà ad avvicinarsi ai paesi del Gruppo di Visegrád: un’alleanza composta da Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria. Stati questi che pur facendo ancora parte dell’Unione Europea, sono sempre più in rotta di collisione con Bruxelles. In particolare le due nazioni a guida nazional-conservatrice come la Polonia e l’Ungheria di Viktor Orbán, che in tema d’immigrazione e autonomia delle politiche nazionali rispetto a quelle comunitarie, sono in totale controtendenza verso le direttive UE. Con Governo in cui la presenza nazionalista e euroscettica è forte, ora anche l’Austria potrebbe attestarsi tra quelle nazioni “eretiche” inseno all’Unione Europea.

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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