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Politica Estera

Argentina, grande adesione allo sciopero dei sindacati contro il presidente Mauricio Macri

Di Fabrizio Di Ernesto 7 Aprile 2017 – 13:00 1 min di lettura

contestazioneargentina(ASI) Ha ottenuto un grande successo il primo sciopero organizzato dai sindacati argentini per protestare contro l’operato del presidente Mauricio Macrì, in particolare per quanto riguarda le politiche economiche.

Ieri per le strade delle principali città argentine non circolavano mezzi pubblici ed anche le auto private erano pochissime. A Buones Aires si sono registrato anche disordini con le forze dell’ordine che hanno disperso i dimostranti con lacrimogeni e cannoni ad acqua; in particolare i disordini sono avvenuti nella zona della Pan America Highway e sul ponte Pueyrredon, dove sono stati sparato anche alcuni colpi di fucili che hanno raggiunto un’automobile senza però provocare morti.

I sindacati hanno indetto lo sciopero per protestare contro il governo che in tutti questi mesi non è riuscito ad offrire soluzioni adeguate alle loro richieste in merito di salari più alti, rilancio dell’occupazione e maggiori opportunità per le piccole e medie imprese (Pmi).

Tra i motivi che hanno spinto gli argentini ad aderire in massa allo sciopero il costante aumento delle materie prime e i numerosi rialzi dei prezzi dei servizi pubblici, i tanti licenziamenti di massa degli ultimi mesi e la chiusura di un numero sempre maggiore di piccole imprese
Nel 2016, a causa delle politiche neoliberiste di Macri, quasi 130 mila argentini hanno perso il lavoro; secondo un rapporto pubblicato a gennaio dall’Istituto nazionale di statistica e censimenti da quando Macri si è insediato il tasso di occupazione è diminuito di circa il 2 per cento.
Ieri, mentre gli argentini erano in piazza, il governo stava valutando l’ipotesi di un nuovo aumento del 23 per cento per l’acqua, un aumento che si andrebbe ad aggiungere a quello del 350 per cento già varato lo scorso anno.
 
Fabrizio Di Ernesto -  Agenzia Stampa Italia

 

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