(ASI) Vienna – Anche se di un soffio, l’Austria ha scelto l’Unione Europea. Le elezioni di domenica 4 novembre per la scelta del nuovo Presidente della Repubblica sono state vinte da Alexander Van der Bellen. Il candidato de “I Verdi” (Die Grünen) ha riconfermato l’esito del 22 magio scorso, il quale era stato annullato dalla Corte Costituzionale austriaca per irregolarità. Van der Bellen vince con il 53,3% sul Norbert Hofer, candidato del nazionalista “Partito della Libertà Austriaco” (Freiheitliche Partei Österreichs; FPÖ), che ottiene il 46,7% su un’affluenza del 73,9%.

Elezioni quelle austriache che erano un “banco di prova” dopo la Brexit e soprattutto dopo le elezione di Trump a Presidente degli USA. Dopo la grande sconfitta che i filo-UE avevano avuto con il referendum inglese, le elezioni in Austria si potevano trasformare nell’ennesima e scottante disfatta. In particolare l’inizio di una “reazione a catena” che avrebbe dato manforte e un incentivo in più per una possibile vittoria di tutti i movimenti anti-UE che stanno riscuotendo successo in Europa: specialmente il Front National di Marine Le Pen con le prossime elezioni presidenziali francesi di primavera 2017. Ma le elezioni in Austria sono state vinte da Van der Bellen che si è annunciato come convinto “europeista”.

Non sono bastate al nazionalista Hofer per vincere le irregolarità sentenziate dalla Corte Costituzionale o l’ulteriore risibile rinvio delle elezioni a causa della colla della striscia autoadesiva delle buste che non teneva. La catena degli “storici risultati” che è partita da Londra per arrivare a Washington, si è interrotta a Vienna.

I commenti istituzionali che si sono registrati in tutta Europa, sono stati tutti all’insegna del giubilo per il voto austriaco. «Si è presentato agli elettori con un programma inclusivo ed europeista. E ha vinto», ha commentato la Presidente della Camera Laura Boldrini. Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha dichiarato «La vittoria di Van der Bellen in Austria è davvero una bella notizia per l'Europa». E il Presidente dell’Europarlamento ha esultato affermando «La sua vittoria è una pesante sconfitta del nazionalismo e del populismo retrogrado antieuropeo».

Certamente una sconfitta per i nazionalisti austriaci, ma del resto nemmeno le dichiarazioni di vittoria degli europeisti possono farsi tanto “altisonanti”. Comunque per la prima volta nella storia dell’Austria dalla fine della seconda guerra mondiale, un nazionalista ambisce al ballottaggio finale per la poltrona di Presidenza della Repubblica. Comunque Hofer ha registrato non un piccolo voto, ma la metà dell’elettorato austriaco. Se le premesse sono queste in vista soprattutto di possibili elezioni legislative anticipate in Austria, c’è poco da stare “allegri” per chi sta a Bruxelles.

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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