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Politica Estera

Sul caso Petrobras arriva l'arringa di Lula. L'ex Presidente interviene sullo scandalo del gigante petrolifero che lo vede coinvolto

Di Lorenzo Nicolao 10 Marzo 2016 – 14:10 2 min di lettura
(ASI) Brasile - "Non pentito" Questo l'evidente stato d'animo espresso da Luiz Iniacio Lula da Silva, ma che nemmeno definirebbe adeguatamente la sua arringa in occasione di un incontro con i sindacati bancari a San Paolo.
 
"Ho 70 anni, una mente da 30 e un fisico da 20. Sono tentato di candidarmi nel 2018 e questo non è altro che il tentativo di un golpe." Lula non si limita assolutamente alla difesa, ma preferisce attaccare a spada tratta e con parole affilate ogni inquirente, respingendo le accuse.
 
Il leader socialista è furioso e dopo diverso tempo torna a parlare a braccio per l'enfasi del momento: "Sono stato umiliato - ha urlato alla platea - Nonostante tutti gli sforzi del mio partito a favore degli ultimi e dei lavoratori. Non esiste ragione per un tale accanimento della polizia se non per uno sporco golpe mosso da poteri politici avversi".
 
Se l'ex presidente non replica semplicemente alle accuse, ma preferisce attaccare in ogni occasione pubblica che può proporsi come pretesto, nelle strade brasiliane ora la crisi brasiliana non è solo legata all'economia, ma anche alla politica e alla dimensione sociale.
 
I dati economici di per sé fanno paura, con i prezzi più cari e i pochi acquisti. Dati gravi come non si registravano dal 2005, con un nuovo taglio di altri 500 mila posti di lavoro.
 
A tutto questo si aggiunge la rivolta nelle strade e gli scontri tra sostenitori e critici di Lula, circa 250 di fronte alla sede del partito dei lavoratori lo scorso venerdì, dove la polizia ha dovuto impiegate un cordone e molti lacrimogeni per respingere l'offensiva.
 
Ma se molti credono ancora nel sogno di Lula per un Brasile più giusto, pesano purtroppo i sospetti che i magistrati considerano conseguenze di tangenti: una villa a Guaruja acquisita a un prezzo infimo, lo yacht della moglie, una fattoria per tutta la famiglia e 200 mila dollari liquidi alla Fondazione Lula.
 
Nel gioco dei sospetti però, quel che è certo rimane lo scandalo Petrobras, che al di là di ogni suo responsabile sarà ricordato solo come una nuova macchia del Sud America.
Quella di uno dei suoi principali Paesi dove giganti petroliferi continuano a raccolgliere ricchezze e dove ormai poco ignari cittadini trascorrono i giorni in case di fango, molti dei quali senza neanche il diritto di poter andare a lavoro.
 
Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

 

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