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Politica Estera

Sànchez pronto a governare con il patto PSOE-Ciudadanos

Di Lorenzo Nicolao 25 Febbraio 2016 – 12:42 3 min di lettura

rivera sanchez negociacion 620x349Il leader dei socialisti ha accolto le proposte di Rivera

(ASI) Barcellona - Il futuro governo spagnolo ha forse emesso il suo primo vagito.
A oltre due mesi dalle ultime elezioni, la Spagna si prepara a un inizio politico di marzo dove il leader del partito socialista Pedro Sànchez tenterà l'investitura a capo del governo grazie al sostegno di Ciudadanos e di tutti gli altri partiti di sinistra, Podemos escluso perché Pablo Igleasias è intenzionato a perseguire una determinante astensione.

In queste ultime ore infatti Albert Rivera, leader di Ciudadanos, il partito emergente di centro-destra, ha stretto la mano di Sànchez e l'accordo con i socialisti, una mossa che può senza dubbio sbloccare lo stallo politico che si era creato nelle scorse settimane.
Ciudadanos aveva presentato cinque punti per un programma di governo che vedrà in primo piano la riforma del mercato del lavoro, del fisco, e che quindi aspettava solo di essere accolto dai socialisti.
"Un governo riformista e di progresso" lo hanno definito i due leader, certamente un esecutivo di rottura con il precedente del Partido Popular.

Per questo sabato è previsto l'incontro promosso dal leader di Izquierda Unida Alberto Garzòn che vedrà un confronto di idee tra il PSOE, Podemos e Compromis, oltre la già menzionata IU. Il tutto per definire un programma unanime per tutte le forze politiche che andrebbero a costituire il nuovo governo.

Entro la prossima settimana, la prima di marzo, ci saranno l'investitura, la consulta dei gruppi parlamentari e la votazione in parlamento. Sufficienti 175 voti, tra i quali sarà determinante anche l'astensione di Podemos.

Inutile ricordare il dissenso dei Populares, per i quali Mariano Rajoy minimizza l'accordo raggiunto. Il vice presidente per l'organizzazione PP, Fernando Martinez Maìllo, invece ne contesta l'eccessiva considerazione.
"Non è un atto di governo - ha affermato Maìllo in una conferenza stampa ad hoc - Anche noi abbiamo avanzato le nostre proposte in cinque punti, però Pedro Sànchez era troppo impegnato nel gioco del signor no. Ora che ha accettato la proposta di Rivera, sappia che ha ignorato la mano tesa del partito che ha vinto le elezioni, nel mancato rispetto dei 7 milioni di cittadini che hanno scelto il PP. Prima delle elezioni Rivera era propenso a sostenere l'investitura di Rajoy."
A questo punto, se il PP continua a dire di possedere un programma di governo migliore, procedendo nella direzione seguita dal Paese negli ultimi quattro anni, è certo che la nuova prospettiva dell'esecutivo sembra ora pendere a sinistra e troverebbe concordi tutte quelle parti che, pur con idee estremamente diverse, sono stanche di Rajoy e del suo partito travolto dagli scandali e dalla corruzione.

Per tutti i cittadini, favorevoli o meno, la "reforma laboral", come la chiamano in Spagna, è appena cominciata, ma solo dalla prime votazioni parlamentari e dagli esiti del programma PSOE-Ciudadanos ci sarà modo di capire se la rivoluzione dei lavoratori riguarderà almeno quelli che potranno sedere per la prima volta sugli scranni del governo.

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

 

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