Tra le trattative a Doha e l'ombra del nucleare in Iran: le mosse di Trump per nascondere il crollo nei Midterm?
Immagine creata con Intelligenza Artificiale (Google Gemini)
(ASI) All'indomani delle elezioni di midterm, il netto successo dei Democratici — che conquista sia la Camera sia il Senato — consegna al Paese un Donald Trump fortemente indebolito e relegato ad uno stallo istituzionale fra i poteri dello Stato(Presidente USA e Congresso), creando politicamente la coseddetta anatra zoppa (lame duck).
Diversi osservatori politici si chiedono quali saranno le prossime mosse di Trump e si sospetta che il presidente USA per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dalla pesante disfatta elettorale e dimostrare di detenere ancora le redini del potere globale, il Presidente potrebbe fare leva sull'innalzamento delle tensioni internazionali.
A far esplodere il caso politico è stata la clamorosa denuncia del giornalista Tucker Carlson. Secondo Carlson, l'amministrazione statunitense sarebbe pronta a valutare persino un attacco nucleare contro i siti sotterranei in Iran, cedendo alle forti pressioni del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Questo crescendo di tensioni di minacce giunge in un momento paradossale e delicato, mentre a Doha proseguono complesse ed estenuanti trattative diplomatiche tra USA ed Iran. Tra tentativi di accordo per la stabilizzazione mediorientale e l'uso spregiudicato della retorica militare, Trump cerca di riaffermare la propria centralità geopolitica ed esercitare un'estrema prova di forza.
Tuttavia, l'ombra di un attacco lampo contro Teheran e le rivelazioni sulle pressioni israeliane rischiano di accentuare lo scontro con un Congresso ormai a maggioranza Dem. I nuovi equilibri a Washington sono pronti a mettere sotto l'ingrandimento ogni mossa dell'amministrazione, impedendo che la gestione delle crisi estere diventi un paravento per mascherare la disfatta politica interna.
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