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Politica Estera

Inghilterra: il marxista Corbyn eletto nuovo Presidente del Labour Party

Di Federico Pulcinelli 16 Settembre 2015 – 07:32 3 min di lettura

(ASI) Nel recente 12 settembre si sono concluse le primarie del Labour Party, il Partito Laburista Britannico, che hanno visto come vincitore Jeremy Corbyn.

Con un'affluenza del 76,3% degli iscritti, il 66enne deputato alla Camera dei Comuni, Corbyn, con uno schiacciate 59,5% è riuscito ad avere ragione dei concorrenti alla presidenza del partito quali Andy Burham, Yvette Cooper e Liz Kendall.

Secondo la maggioranza degli analisti, il Labour Party con questa nuova "figura" al suo vertice, cambia decisamente la propria strada, effettuando una "brusca" virata a sinistra. Difatti il Neopresidente laburista si è da sempre contraddistinto per dure battaglie fortemente "sociali". Contro la cultura de privatismo, contro l'austerità che colpisce maggiormente le fasce sociali più deboli, da sempre riluttante alla "Corona Britannica": queste sono le linee direttrici che informano la visione politica di Jeremy Corbyn. Dopotutto anche egli stesso non ha mai fatto mistero di provare una profonda ammirazione per il marxismo.

Dunque una veste un po' "retro" per il centrosinistra inglese? La fine della famosa "Terza Via" socioliberistica voluta da Tony Blair ed un ritorno alle origini "socialiste democratiche" per il Labuor Party? Forse.

Ciò che si sa per certo sono alcune posizioni che Corbyn ha affermato di voler imprimere al suo partito. Come una dura battaglia per la fine della politica di austerità del governo, tassazione maggiore ai più ricchi e rinazionalizzazione di alcune industrie come quella ferroviaria. E anche un netto contrasto alla politica di chiusura nei confronti dell'immigrazione che il governo di David Cameron sta tenendo nei ultimi tempi. Invero, una delle prime azione che Jeremy Corbyn ha asserito di voler fare nel suo primo discorso dopo la vittoria delle primarie è "una manifestazione in favore dei rifugiati, e contro la linea dura del governo conservatore....Vogliamo dimostrare come i rifugiati devono essere trattati e accolti".

Un altro dato importate che può essere indicativo di questa ipotetica "muta" del Partito Laburista, è il ritorno di un Presidente dichiaratamente pacifista e pro-Palestina. Infatti Jeremy Corbyn è da sempre un convinto oppositore alla guerra ed è anche il presidente di un'associazione pacifista denominata "Stop the war", con la quale nel 2003 mosse ampie critiche alla decisione di inviare truppe inglesi in Iraq sostenuta dall'allora governo inglese a guida laburista con Tony Blair, e che creò seri rischi di frazionismi nel Partito Laburista. Mentre è altrettanto annoso e coerente il suo impegno per i diritti e la libertà della Palestina. Un impegno quest'ultimo che ha riservato molte e sostenute critiche, se non ostracismi, nel corso della carriera politica del "veteromarxista" Corbyn, a causa della contiguità degli interessi britannici con quelli israeliani. Ma che soprattutto, sono state sul punto di "turbare" la sua ascesa alla presidenza. Poco meno di un mese fa, nel pieno svolgersi delle primarie laburiste, determinati settori dichiaratamente "ebraici" del Regno Unito, hanno insinuato contro il politico inglese, di sue "amicizie e vicinanze pericolose" con ambienti anti-semiti. Come le rivelazioni di "Jewish Chronicle", giornale ebraico inglese, che aveva confezionato per Jeremy Corbyn una lista di documentazione che collegavano la sua persona a personaggi del negazionismo dell'Olocausto come Paul Eisen. Accuse che Corbyn ha prontamente rispedito al mittente. Di questa vicenda A.S.I. si era già occupata nell'articolo "Inghilterra: accuse di vicinanza ad ambienti antisemiti e filopalestinesi per il candidato alla presidenza del Labour Party" datato 28 agosto  http://www.agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/26731-inghilterra-accuse-di-vicinanza-ad-ambienti-antisemiti-e-filopalestinesi-per-il-candidato-alla-presidenza-del-labour-party 

Adesso giungono veloci le prime ovazioni per l'elezione del nuovo Presidente laburista. Qualcuno osa già fare previsioni, affermando che la "sinistra europea rinascerà in Inghilterra". Dichiarazioni e apprezzamenti sicuramente repentini, ma almeno dalle premesse quella di Jeremy Corbyn è una figura che farà discutere. In buono o in cattivo? Ai posteri l'ardua sentenza.

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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