×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113

(ASI) «Va contro l’Egitto e contro altri paesi arabi, rischiando di provocare odio e scontri tra il popolo egiziano» Questa dichiarazione laconica è stata rilasciata lunedì scorso dal giornalista egiziano Hegag Salama, dopo il suo licenziamento da Al Jazeera. L'emittente del Qatar, ritenuta la più trasparente garante di pluralismo in Medio Oriente, sta affrontando una settimana cruciale, descritta in modo puntuale nella dichiarazione sopra. Una settimana che decreterà la sua evoluzione o la sua fine.

Lunedì 8 luglio ventidue fra giornalisti e collaboratori della sede egiziana di Al Jazeera si sono licenziati per la faziosità con cui l'emittente sta gestendo le odierne rivolte che hanno portato alla destituzione del presidente Mohammed Morsi. Secondo le denunce dei suoi giornalisti, Al Jazeera avrebbe manipolato gli eventi di piazza in favore dei Fratelli Musulmani e di Morsi. Dal Qatar le direttive erano chiare: far passare solo le testimonianze e i reportage a  favore del Presidente Morsi.

L'emittente, fra le tante direttive manipolatrici,  avrebbe trasmesso piazze vuote al posto di manifestazioni grandiose per salvare l'immagine dei Fratelli Musulmani.

Hegag Salama, membro di punta dello staff di Luxor, non ha lasciato dubbi a riguardo: «Trasmette falsità e inganna i telespettatori.».

Gli fa eco Wessam Fadl, giornalista di Al Jazeera  a Il Cairo da oltre dieci anni, licenziatosi lunedì per “mancanza di neutralità”, come annunciato dalla sua pagina pubblica di Facebook.

Fadl ha riportato un esempio di tale politica televisiva in occasione delle ultime grandi rivolte di piazza contro Morsi, susseguitesi dopo il 30 giugno: «Il canale si è rifiutato di mostrare le interviste che avevamo fatto a Tahrir, nonostante gli insulti che ci eravamo presi per il solo fatto di tenere in mano i microfoni di Al Jazeera.». Fadl ha definito la credibilità del canale tv come “deprecabile al pari della sua posizione politica”.

Dalla sede tv de Il Cairo continua il presentatore Karem Mahmoud: «Puntano solo a creare delle divisioni, seguono un'agenda contraria agli interessi dell'Egitto e di altri paesi arabi.».

Mahmoud ha inoltre dichiarato dal magazine “Cairo scene”: «In termini di copertura è diventato evidente nelle ultime settimane che il canale nel suo complesso ha adottato un orientamento politico che indebolisce tutto ciò che ci viene insegnato a fare come giornalisti, e non è quello che io ritengo essere giusto. Questa alleanza con un partito ha esacerbato la situazione in Egitto, piuttosto che migliorarla ».

L'alleanza con un partito, i Fratelli Musulmani, di cui parla Mahmoud, è diventata una priorità anche per le nuove forze di sicurezza egiziane, che hanno perquisito per due volte in una settimana l'emittente.

I fili conduttori a cui fanno riferimento gli ormai ex giornalisti di Al Jazeera portano a ritroso direttamente nel Qatar, patria dell'emiro proprietario della tv. Il Qatar, stato fra i più ricchi del Golfo, ha un ruolo fondamentale nello scacchiere medio orientale, ed è da sempre posizionato in modo netto negli scenari di guerra.

Nell'attuale questione siriana  il Qatar, in armonia con gli Stati Uniti ed Israele, sta finanziando i ribelli contro il Presidente Bashar Al Assad.

Non è la prima volta che tale stato e la sua emittente vengono indicati come asse della bilancia negli esiti delle rivolte in Medio Oriente.

In occasione degli eventi geopolitici denominati “primavera araba” nel 2009, eventi che portarono alla destituzione di tre capi di stato, Al Jazeera fu smascherata nella sua falsificazione di notizie.

Già da allora i suoi giornalisti da Doha, la sede nel Qatar, denunciarono la manipolazione di eventi in congiunzione con un progetto politico degli Stati Uniti per la regione subsahariana.

Al Jazeera infatti è la principale fonte di notizie della regione araba  per i rispettivi colleghi europei ed americani. Oltre al Qatar, essa ha sede a Londra e Washington. Tale eccellenza nel settore è emersa dopo la campagna militare americana denominata Desert Fox del 1998 contro l'Iraq. Dai servizi di Al Jazeera parti' poi nel 2009 la campagna pro rivolte arabe in Europa, conclusasi con l'intervento militare europeo e NATO in Libia.

I presidenti Ben Alì in Tunisia, Mubarak in Egitto e Gheddafi in Libia, subìrono in tali occasioni una costante campagna bellica falsificatoria da parte della tv del Qatar, che a detta dei suoi ex giornalisti ha delle responsabilità in fatti di guerra civile da allora ad oggi.

Nel lungo periodo si è potuto constatare come tale macchina di bugie abbia accompagnato la vittoria dei Fratelli Musulmani in Tunisia ed Egitto, e la totale devastazione della Libia.

Maria Giovanna Lanotte- Agenzia Stampa Italia

 

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Camera Usa blocca estremo tentativo di limitare il potere militare di Trump in Venezuela

(ASI) Non passa la nuova misura liberticida del regime statunitense che continua a voler occupare ed affamare il Venezuela.

CGIA Mestre: operai e impiegati sempre più anziani: soprattutto a Potenza, Terni e Biella

(ASI) Nel 2024, ultimo anno per cui sono disponibili i dati, l'età media dei lavoratori dipendenti del settore privato[1] presenti in Italia ha sfiorato i 42 anni, con un incremento di ...

Il valore dell’arte tra Stati Uniti e Italia di Elisa Fossati

(ASI) Viaggiando molto e osservando il mondo dell’arte fuori dall’Italia, una cosa mi colpisce con forza: negli Stati Uniti l’arte continua a essere un mercato vivo, dinamico ...

L’Italia rappresenta la sua protesta alla Magistratura svizzera. Richiamato l’Ambasciatore d’Italia a Berna

(ASI) Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno dato istruzione all’Ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado di prendere immediatamente contatto ...

Serie A: Juve-Napoli e Roma-Milan, sfide all’O.K. Corral. Il punto di Sergio Curcio

Serie A: Juve-Napoli e Roma-Milan, sfide all’O.K. Corral. Il punto di Sergio Curcio

Sanità, Giuliano (UGL): “Relazione della Corte dei Conti conferma come in Italia manchi accesso equo alle cure. Senza giustizia sociale non esiste un vero SSN”

(ASI) La relazione annuale della Corte dei Conti sulla spesa sanitaria restituisce un quadro che l'UGL Salute considera allarmante: il Servizio sanitario nazionale aumenta le risorse, ma non riesce a ...

Codici: Ryanair deve rimborsare se il check-in online non funziona

L'associazione rilancia l'azione per tutelare i passeggeri che hanno problemi con il servizio

Valentino: Patto Nord, incarnava la bellezza che diventa industria

Roma,  – "La scomparsa di Valentino Garavani chiude simbolicamente una stagione in cui l'eleganza italiana non è stata solo stile, ma forza culturale ed economica. Valentino, insieme ai grandi ...

Turismo: Santanchè, "nel 2025 piccoli comuni trainano la crescita: +6,85% presenze e  +7,86% di arrivi sul 2024. dal fondo del ministero 100 milioni di impatto economico"

(ASI) L'intervento del MiTur genera un valore superiore a 98 milioni di euro. Le destinazioni minori contribuiscono al 20% delle presenze

Ricci: "Il Governo italiano sostenga il regolamento europeo per i diritti dei passeggeri. Basta difendere solo le compagnie aeree"

(ASI) "Come Parlamento europeo stiamo lavorando per rafforzare i diritti dei passeggeri aerei proponendo un regolamento migliore rispetto a quello attuale ma il Consiglio europeo non ha accolto nessun punto ...

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113