(ASI) - Negli ultimi decenni la relazione tra Stati Uniti e Cina si è progressivamente trasformata da cooperazione economica a competizione strategica globale. Il confronto riguarda in particolare commercio internazionale, la tecnologia più avanzata e soprattutto l’influenza geopolitica.
A fine mese il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping dovrebbero incontrarsi a Pechino, per confrontarsi su diverse questioni, come i dazi commerciali, i controlli sulle esportazioni tecnologiche e in particolare i flussi delle materie prime peculiari come le terre rare.
Nel tempo le tensioni tra le due superpotenze hanno subito cicli altalenanti, che hanno spinto entrambe le economie a continuare a utilizzare strumenti economici e normativi per proteggere i settori ritenuti strategici. Successivamente la competizione si è spostata sempre di più, sul terreno tecnologico. I semiconduttori sono diventati un nodo centrale della rivalità perché rappresentano l’infrastruttura tecnologica di molte applicazioni strategiche: dall’intelligenza artificiale ai sistemi militari. Le restrizioni statunitensi mirano a limitare l’accesso della Cina alle tecnologie più avanzate, mentre Pechino sta investendo massicciamente nello sviluppo di una propria industria dei chip per ridurre la dipendenza dall’estero.
Nonostante le tensioni, Washington e Pechino continuano a mantenere canali diplomatici aperti. Gli incontri economici e i negoziati commerciali sono considerati strumenti fondamentali per gestire quella che diversi analisti definiscono una competizione controllata, ossia una rivalità strutturale tra due potenze che cercano di evitare una rottura totale delle relazioni economiche. Ed è proprio In questo contesto, che la relazione tra Stati Uniti e Cina continua a influenzare l’intero sistema internazionale.
La competizione tra le due economie più grandi del mondo incide infatti sulle catene globali di approvvigionamento, sulle politiche industriali di molti paesi e sugli equilibri geopolitici del XXI secolo. Questo confronto sta già producendo effetti tangibili sull’economia internazionale. Le restrizioni sulle tecnologie, la ricerca di catene di approvvigionamento alternative e le politiche industriali adottate da diversi paesi stanno modificando profondamente il funzionamento della globalizzazione così come si era sviluppata negli ultimi decenni.
E così , governi e imprese si trovano sempre più spesso a riorganizzare produzione, investimenti e forniture in base a considerazioni di sicurezza strategica oltre che di convenienza economica.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI Sora su input Carlo Armanni



