×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113

(ASI) Dal 1 gennaio 2011 l’Estonia sarà il 17esimo stato europeo ad adottare la moneta unica. Il primo dei paesi nati dalla disgregazione dell’Unione Sovietica, sarà il primo anche ad entrare nell’area euro.

 

Con enormi sacrifici, ha stretto legami anche economici, dopo quelli politici e militari, con l'Europa. Ha abbandonato la corona anche per chiudere definitivamente le porte a un passato che non rimpiange.

Ora comincia però un'altra avventura. Un po' di inquietudine, tra gli estoni, non manca soprattutto per la paura dei prezzi in aumento– un'eventualità temuta dai più poveri, dalle tante famiglie che dipendono dalla Eesti Toidupank, la banca del cibo – oltre alla sensazione, cavalcata dagli euroscettici, di salire su un Titanic destinato al naufragio (come hanno scritto già molti manifestanti scesi in piazza), in cui Tallin oltretutto non conterà nulla. Di fronte all'euro "estone" pende la minaccia di diventare il capro espiatorio di un'inflazione che promette di ripartire, tra la pressione dei prezzi alimentari in rialzo in tutto il mondo e quella di un mercato del lavoro molto piccolo, in cui mancano molte competenze, giustamente strapagate anche se la disoccupazione è del 18 per cento.

In un interessante articolo, il giornalista  Riccardo Sorrentino esprime molte perplessità, in primis riguardo la stabilità che la lunga marcia verso l'euro ha concesso al paese: l'economia estone è dominata da quattro banche straniere che controllano il 95% del mercato. Come è capitato altrove, hanno seguito tutte la stessa strategia e hanno concesso a volontà mutui in valuta estera, a condizioni molto convenienti per le famiglie, e oggi il debito con l'estero - in gran parte denominato però in euro - raggiunge il 126% del prodotto interno lordo. È stata una strategia aziendale che le banche svedesi e finlandesi hanno "pagato" con mesi di incertezze, nei momenti più duri della crisi; e solo la rara determinazione del governo di Tallin ha permesso di salvare creditori e debitori, famiglie e aziende di credito; mentre il reddito nazionale crollava nel 2009 del 14% - ma ha già ripreso a crescere - e i consumi del 19 per cento.

Alle difficoltà congiunturali si aggiungono quelle strutturali: i 14 miliardi di euro dell'Estonia sono meno di un centesimo del Pil italiano, meno di un decimo di quello irlandese. L'Estonia è poco più di un microstato, con una popolazione appena superiore a quella di Milano città. Troppo piccola, insomma, per sopravvivere davvero da sola, con una propria moneta, e un passato "sovietico", sia pure subìto e contrastato, da far dimenticare.

Il governo spera che possano emergere quegli investimenti esteri su cui ha giocato molto. Perché mantenere infatti uno stato relativamente “leggero”, con un debito pubblico pari all'8% del Pil, un deficit che non ha mai superato, neanche nei momenti neri, la soglia del 3 per cento, un'aliquota fiscale flat del 22% e un tessuto economico favorevole al business? Per un solo motivo: attirare gli investimenti stranieri, finora piuttosto timidi. La strategia Estonia 2020 punta a questo: spingere la produttività, anche con un aumento delle spese di ricerca e sviluppo del paese al 3% del Pil, quasi un record (l'Italia è all'1%). Una politica economica di questo tipo rappresenta però sempre un  azzardo nei confronti della sovranità monetaria ed economica nazionale.

Per l’Europa l'ingresso dell'Estonia ha un valore soprattutto simbolico. Il problema del debito privato, apparentemente così imponente, è poca cosa rispetto a quanto Eurolandia può sopportare - sono 17 miliardi di euro - e non sembra dare problemi: anche dopo il crollo del settore immobiliare, le sofferenze sono in calo al 6,8%, pari a 250 milioni.

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Sovranità e Sicurezza: La posizione di Teheran sul conflitto e lo Stretto di Hormuz

(ASI)  Si riportano le ichiarazioni del Ministro degli Affari Esteri dell’Iran, Dr. Araghchi: "Noi non cerchiamo la guerra. Questa guerra non è la nostra e non siamo stati ...

Agricoltura, Confeuro incontra WWF Italia per parlare di agroecologia e sostenibilità

(ASI) “Un incontro cordiale e collaborativo si è svolto presso la sede nazionale del WWF Italia a Roma tra una delegazione della Confeuro, guidata dal presidente nazionale Andrea Tiso, e i ...

Portaerei USA Gerald R. Ford in "avaria": missili iraniani o sabotaggio interno?

(ASI) La portaerei più avanzata del mondo, la USS Gerald R. Ford (CVN-78), si trova attualmente ormeggiata a Souda Bay, Creta. Mentre la nave viene sottoposta a riparazioni d'emergenza, il ...

Governo, Pirondini(M5S) depositata a mozione di sfiducia contro Santanchè 

(ASI) Abbiamo depositato la mozione di sfiducia contro Daniela Santanchè e ne chiediamo la calendarizzazione urgente. Siamo stati i primi a farlo due anni fa, quando esplosero gli scandali che ...

Referendum sulla giustizia, Tiso(Accademia IC): “L’affluenza è vittoria della democrazia”

(ASI) “Al netto del risultato tecnico del referendum costituzionale sulla giustizia, che ha visto prevalere il No, e delle riflessioni politiche che lasciamo agli addetti ai lavori, ciò che riteniamo ...

Fiore (FN): C’è un Giudice a Napoli?

(ASI)"Come posso io, considerato a torto o a ragione fascista, imputato nel processo presso la Prima Corte d’Assise di Napoli, affrontare un giudizio quando già in sede predibattimentale è ...

Referendum Giustizia 2026: Analisi del voto e prospettive istituzionali

(ASI)La consultazione referendaria sulla riforma della giustizia si è conclusa con una netta prevalenza del No, che ha raccolto il 53,7% dei consensi contro il 46,3% del Sì. Il dato più rilevante, ...

Argentina, con la riforma del lavoro di Milei generati mezzo milione di disoccupati

(ASI) Continua a peggiorare la situazione socio-economica nell’Argentina dell’ultra liberista Javier Milei, a complicare la vita dei cittadini la riforma del lavoro che ha causato migliaia di licenziamenti. ...

Agricoltura, Confeuro: “Allarme fertilizzanti: stop guerra e soluzione diplomatica”

(ASI) “Condividiamo e riteniamo estremamente preoccupanti le parole dell’Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, secondo cui con il blocco dello Stretto di Hormuz e senza adeguate ...

Fiore(FN): "Nel mome di Livatino e Di Paolo Ferraro iniziamo la vera lotta per la Giustizia"

(ASI) "L'esito del Referendum è l'ulteriore prova che il centrodestra non può nulla contro i veri poteri. 

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113