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(ASI) La Corea del Nord, la nazione comunista guidata da illuminati leader al 38esimo parallelo del mondo, è entrata di prepotenza nella routine occidentale. In una 24 ore di fuoco la Corea del Nord ha prima acceso scintille con la Corea del Sud, e poi e si è dichiarata pronta ad un attacco nucleare agli Stati Uniti.

Alle prime luci dell'alba di mercoledì 3 aprile, il centro industriale di Kaesong è diventato il luogo di scontro fra nord e sud coreani, una sorta di Danzica orientale. Questo polo conta 123 aziende nord e sud coreane, unite in un progetto di cooperazione dal 2000 grazie ad un accordo fra il Caro Leader ed il presidente sud coreano.

Le commesse sono ingenti per entrambi i paesi, e la disastrata economia nord coreana puo' respirare certamente in modo migliore con 53mila impiegati a Kaesong. Ma Kim Jong Un  ha dichiarato di voler bloccare la cooperazione e tagliare una linea rossa militare a causa della collaborazione fra Sud Corea, ONU e Stati Uniti.

E' un'unione di intenti che, a dire di Kim Jong Un, minaccia la sovranità nazionale della Corea del Nord.

Il Capo di Stato nord coreano, pur lasciando in funzione le fabbriche del polo, ha provveduto a bloccare i visti e negare l'accesso ai lavoratori sud coreani. Sono rimasti fuori dal polo 484 impiegati, ed è in corso una trattativa per la fuori uscita dei restanti 861, che necessitano di lasciare l'area e tornare in Sud Corea. Gli aggiornameni politici di  Pyongyang sono infatti così incalzanti nelle ultime 48 ore da temere per l'incolumità dei lavoratori del Sud, che potrebbero iniziare un turno di lavoro con la pace e terminarlo in situazione belligerante.

La Corea del Sud ha dichiarato di essere pronta ad un'offensiva militare se la sicurezza dei lavoratori sarà minacciata.

La BBC il 1 aprile ha definito Kaesong  “il barometro della crisi tra i due paesi”, motivo per cui Russia, Cina, Francia, Onu, hanno rilasciato esternazioni di preoccupazione a riguardo. La Russia ha descritto questo impasse storico come una “situazione esplosiva”.

Le due Coree non hanno mai firmato un trattato di pace, e nel 2010 ci furono le prime tensioni di guerra dopo quelle degli settanta. Nei giorni scorsi Kim Jong Un ha dichiarato nullo l'armistizio del 1953 fra le due Coree, annunciando uno “stato di guerra”.

L'esercito nord coreano nella stessa giornata ha poi dichiarato di aver ricevuto il via libera per un attacco nucleare contro gli Stati Uniti. Il Dipartimento americano ha stimato l'esercito di  Pyongyang come il più numeroso del mondo con 1.2 milioni di soldati fra i 17 e i 54 anni, ed 8 milioni di riservisti. Kim Jong Un vanta dunque un'armata comunista di tutto rispetto, ma i numeri umani contano ben poco nell'era del nucleare.

L'armamentario è ampiamente al di sotto delle altre potenze mondiali, solo una decina di testate nucleari contro le 8.500 degli Stati Uniti. Ma certo ne basterebbe solo una per fare la storia. Il 12 febbraio scorso la Corea aveva portato a termine il suo terzo test nucleare sotterraneo della storia, un investimento industriale iniziato nel 2006. La Corea del Nord si è detta pronta a colpire non solo il Sud, ma tutti i suoi alleati capitalisti confinanti. Il punto X dell'attacco sembra essere l'isola di Guam nel Pacifico, assieme alle Hawaii e alle coste degli Stati Uniti. Washington ha già provveduto all'installazione di uno scudo anti missili sull'isola di Guam assieme ad uno schieramemto navale, e secondo i rumors sud coreani nelle coste americane continentali sono stati installati missili a medio raggio.

La Corea del Nord comunque non possiede aerei per trasportare testate atomiche, senza contare che, con la contra aerea di Giappone e Corea del Sud in allerta, non andrebbero molto lontano.

I missili in dotazione di  Pyongyang sono i Taepodong, gli Unha-3, e gli Hwasong 5 e 6, e per gli appassionati di balistica risulta chiaro come siano missili di sovietica memoria, incapaci di sorpassare l'area del Pacifico e raggiungere gli Stati Uniti o paradossalmente l'Europa, come invece è stato riportato dai media. Le mire militari di Kim Jong Un sono dunque regionali.

La BBC ha reputato credibile l'attacco militare alle isole del Pacifico, molto meno l'attacco continentale. Il Council for foreign relations ha mostrato in una mappa la portata dei missili nord coreani, ed essi non sono effettivamente in grado di colpire il continente americano, arrivando per lo più a colpire l'Alaska ed il Canada.

Quali sono le motivazioni addotte da Kim Jong Un? Innanzitutto un'ingerenza industriale da parte dell'ONU, che ha imposto il blocco del nucleare nel 2007. Kim Jong Un ha riattivato il sito nucleare di Yongbyon e finanziato esperimenti ed innovazioni, come del resto ha fatto suo padre, e ha subìto sanzioni da parte della comunità internazionale nel febbraio scorso.

In secondo luogo, la partership fra Stati Uniti e Corea del Sud ha comportato il costante sconfinamento della linea rossa fra le due Coree da parte americana. Gli Stati Uniti, di stanza a Seul da circa 60 anni, stanno infatti facendo pressione sul confine con installamenti di basi militari ed esercitazioni di caccia bombardieri B-12 e B-2, jet militari F-22 ed il cacciatorpediniere USS Mc Cain.

Agli europei privati del sonno dalle ire funeste di Kim Jong Un basterà comunque sapere che gli Stati Uniti spendono in difesa circa venti volte il PIL della Corea del Nord.

 

Maria Giovanna Lanotte - Agenzia Stampa Italia

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