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(ASI) Ieri, a due anni dall’inizio delle violenze in Siria, gli attivisti del Fronte Europeo di Solidarietà, hanno fatto sventolare le bandiere siriane a piazza San Pietro durante il primo angelus del neo eletto Papa Francesco. Questo piano di lavoro “nasce per unire le forze di tutti i sostenitori europei della causa del popolo siriano e del suo legittimo presidente Assad”. A parlare è Matteo Caponetti, responsabile del progetto, che Agenzia Stampa Italia ha incontrato per porgli qualche domanda.


Come e perchè nasce il Fronte Europeo di Solidarietà per la Siria?

Il Fronte Europeo di Solidarietà per la Siria è nato all'inizio del 2013 dall'idea di alcuni attivisti che già facevano parte del Comitato Italia-Siria. Nasce per unire le forze di tutti i sostenitori europei della causa del popolo siriano e del suo legittimo presidente Assad al fine di dare voce alle comunità siriane sparse nel nostro vecchio continente oscurate volutamente dai mass media internazionali.

In quali paesi è attivo?

I principali fondatori di questo progetto si trovano in Italia, Grecia, Cipro, Belgio, Olanda, Finlandia e Spagna ma abbiamo trovato subito l'entusiastico sostegno da parte di numerosi militanti che si sono subito attivati in diversi paesi e più precisamente in Polonia, Francia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Malta, Ucraina, Canada e Argentina.

Quali sono le vostre principali attività?

Le attività sono molteplici abbiamo iniziato con campagne di affissioni con manifesti comparsi in varie città e capitali europee basti pensare che nelle ultime settimane in Grecia le affissioni hanno coperto ben 11 città. Stessa cosa vale per il resto del nostro materiale come adesivi, volantini e striscioni che in Spagna, Olanda, Italia e Finlandia hanno avuto gran successo. Il nostro lavoro però non si ferma solo a semplici ma importantissime affissioni, abbiamo organizzato e organizzeremo svariate conferenze soprattutto nelle scuole in cui abbiamo avuto la fortuna di essere invitati per spiegare l'importanza di questa battaglia per la civiltà, sono in programma raccolte fondi e di materiali da inviare qualora ne servisse la necessità direttamente in Siria, abbiamo stretto legami con le varie comunità siriane e prodotto vari articoli e video per monitorare e diffondere la grave situazione che ha colpito e colpisce il popolo siriano in questa barbara guerra mossa entro i suoi confini dalla comunità internazionale.

Ieri avete fatto un azione dimostrativa a S. Pietro. Perchè avete scelto questo posto e perchè in questa data?

Ieri era l'anniversario del secondo anno dallo scoppio degli attentati terroristici in Siria, avevamo in mente un azione che potesse riscuotere l'attenzione da parte dei media e alla fine dopo attente riflessioni abbiamo optato per piazza San Pietro aiutati anche dall'importante manifestazione che vedeva la partecipazione di migliaia di persone e centinaia di giornalisti e televisioni presenti al primo angelus del neo eletto papa Francesco.

Le prossime iniziative?

Continueremo in ciò che stiamo facendo cercando di allargare il Fronte in più paesi e città europee e non solo. Gli obiettivi sono molti ed ambiziosi, le difficoltà del nostro agire richiedono pazienza e una organizzazione non semplice da gestire ma nulla ci scoraggia perchè sappiamo di essere dalla parte del giusto e tutto viene fatto per una ferrea convinzione politica e una sensibile umanità senza calcoli di tornaconto personali. Abbiamo quindi in programma di organizzare sit in come già sperimentato in passato con il comitato Italia-Siria ma soprattutto l'organizzazione di una grande manifestazione in una capitale europea.

 

Come è possibile contattarvi?

Abbiamo ovviamente il bisogno dell'aiuto di tutti coloro che sono sensibili a questa causa per diffondere il più possibile la verità e far sentire la nostra vicinanza alla Siria, al suo popolo, al suo coraggioso presidente e all'eroico esercito siriano che sta resistendo contro questa coalizione del male composta da fondamentalisti islamici pagati e usati dall'imperialismo occidentale e guidati da Usa ed Israele e dal revanscismo neocolonialistico di Gran Breatagna e Francia. Potete contattarci o direttamente sula pagina facebook "European Solidarity Front for Syria" o sull'email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Colgo l'occasione per ringraziare tutti i nostri amici del Fronte Europeo e tutta la comunità siriana in Italia a partire dal suo presidente Jamal Abo Abbas e al portavoce Ouday Ramadan.

Fabio Polese – Agenzia Stampa Italia

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