×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113

(ASI) Da tempo gli studiosi di geopolitica e geostrategia ci mettono in guardia sul fatto che i prossimi conflitti potrebbero essere causati dalla carenza di risorse idriche. Tale tesi è stata recentemente avvalorata da uno studio redatto a Washington dal National Intelligence Estimate dal quale emerge con chiarezza che vi è ancora un margine di dieci anni per intervenire, altrimenti una “water war” diventerà inevitabile.

L’origine del problema si rinviene sia nell’aumento dell’indice demografico che negli ultimi anni ha registrato un vertiginoso incremento della popolazione mondiale che, soprattutto, nella siccità generata dai cambiamenti climatici. Proprio il fenomeno della siccità, che fino ad oggi è stato tra le cause primarie della carestia  alimentare (fenomeno che durante la crisi del 2007/2008 ha interessato un miliardo di persone circa – dati FAO), si potrebbe nuovamente abbattere come una scure sulle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, predestinati a subire le immediate e dirette conseguenze di questa problematica. Dal rapporto emerge, infatti, che il Nord Africa, il Medio Oriente e l’Asia del Sud potrebbero essere le potenziali aree di crisi. Si evidenzia, infatti, che le acque di ben otto fiumi «nei prossimi anni saranno usate come leva di potere per affermare interessi nazionali, al pari di un’arma in mano a eserciti o gruppi terroristi».  I bacini di grandi fiumi come il Nilo, il Tigri, l’Eufrate, il Giordano, l’Indo, il Brakmaputra, il Mekong e  l’Amu Darya potrebbero, allora, trasformarsi in campi di battaglia sui quali ridefinire gli equilibri geopolitici del nuovo millennio. Al momento, il Nilo è il fiume maggiormente interessato dal problema poiché le popolazioni dei paesi che risiedono lungo il suo corso risentono fortemente sia della problematica della siccità quanto della crescita demografica. Il sovrappopolamento e la carenza di piogge in paesi come Etiopia, Eritrea, Uganda, Kenia, Tanzania, Congo, Burundi e Ruanda, sta mettendo a repentaglio lo “status quo” definito dagli accordi coloniali del 1929 che garantiscono ad Egitto e Sudan il 90% dell’acqua del Nilo, generando tensioni fra Khartum e il Cairo. Nel 2010, pur attivandosi la diplomazia di questi stati per ridefinire gli accordi per lo sfruttamento delle acque del grande fiume, non è stato raggiunto alcun risultato concreto, inducendo così i paesi interessati ad intraprendere iniziative unilaterali sullo sfruttamento delle acque. Se, al momento, la questione può essere circoscritta a livello regionale, ciò non toglie che con il corso degli anni essa possa assumere dimensioni globali tali da causare considerevoli capovolgimenti di scenario che andrebbero a modificare gli assetti geopolitici di quelle nazioni da cui i fiumi hanno origine e che, in ragione di ciò, assurgerebbero a vere e proprie potenze. Oltre al bacino del Nilo, tale situazione potrebbe interessare anche l’Indo generando ulteriori tensioni tra India e Pakistan, nonché il Tigri e l’Eufrate producendo nuove escalations di violenza nel quadrante mediorientale.

La questione della carenza di risorse idriche andrebbe pertanto affrontata con un approccio multipolare che privilegiasse il principio di cooperazione tra stati regionali al fine di intraprendere un proficuo rapporto di partenariato. Al contrario, un differente approccio fornirebbe agli Stati Uniti l’opportunità di ricoprire il ruolo di potenza egemone e di esercitare un hard power economico basato su un partenariato strategico sviluppato dalla vendita del know-how a quegli stati che non possiedono le capacità tecniche per prevenire il venir meno delle già esigue riserve idriche. Un approccio unipolare creerebbe, infatti, squilibri tali da generare quasi sicuramente lo scoppio di conflitti armati.

In definitiva, oltre ad un approccio multipolare e condiviso è auspicabile un maggiore e più incisivo intervento delle grandi organizzazioni internazionali finalizzato a promuovere politiche di sviluppo atte a produrre effetti immediati sull’annosa questione dei cambiamenti climatici generatori di questo e di molti altri preoccupanti problemi.

 

Filippo Romeo – Agenzia Stampa Italia

 

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Tolkien e Rowling tra i libri più costosi al mondo

(ASI) Stati Uniti d’America – Collezionare libri è una passione universale, che coinvolge milioni di appassionati in tutto il mondo. C’è chi colleziona acquistando nei mercatini dell’antiquariato, nelle fiere, di ...

Agroalimentare, Confeuro: "Regolamento Ue passo in avanti ma restano dubbi"

(ASI) "Confeuro esprime apprezzamento per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del Regolamento (UE) 2026/1739, che rappresenta un passaggio significativo nel percorso di riequilibrio del valore lungo la filiera agroalimentare. ...

Trasporti: Misiani-Casu (PD): governo ha creato incertezza, Salvini mantenga impegni presi con sindacati

(ASI) "Sulla gara per gli Intercity il governo sta accumulando ritardi e promesse non mantenute. Il risultato è un'incertezza che pesa su un servizio pubblico essenziale, su migliaia di lavoratrici e ...

Sanità, Melchiorre (FDI): con il Governo Meloni in nove mesi si firma un ulteriore CCNL per gli oltre 590mila lavoratori della sanità pubblica

(ASI) "La sottoscrizione dell'ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Sanità 2025-2027 rappresenta un risultato di grande valore per i 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra infermieri, professionisti ...

Terrorismo, M5S: solidarieta' a nordio, nessuno spazio per odio e violenza

(ASI) ROMA,   - "Al ministro della Giustizia Nordio porgiamo la nostra solidarietà per la scritta dal linguaggio terroristico comparsa nelle scorse ore a Roma. Esprimiamo il nostro sdegno ...

Pesca: Coldiretti, scatta il fermo in adriatico. Stop all'attività a strascico fino a fine settembre da Trieste ad Ancona

(ASI) Scatta il fermo pesca in Adriatico con il blocco delle attività a strascico da Trieste ad Ancona a partire da venerdì 31 luglio. A darne notizie è Coldiretti Pesca sottolineando che ...

Stretta sui migranti, Prisco: "firmato il protocollo tra Prefettura e Guardia di finanza: verranno intensificati i controlli"

(ASI) "Il protocollo d'intesa, sottoscritto tra la Prefettura di Perugia e il Comando provinciale della Guardia di Finanza, rappresenta un passo importante e un modello operativo per rafforzare i controlli ...

Gorizia, presentazione del libro "Il Secolo Lungo dell'Austria 1804 - 1918" presso il Gran Caffè Verdi - Caffè Teatro 

Un viaggio storico e letterario alla scoperta delle vicende dell'Impero Asburgico nella suggestiva cornice del Gran Caffè Verdi  di Gorizia.

“Non fa una piega": Alice Caspani e Francesca Galbusera trasformano la passione per la MotoGP in un podcast

(ASI) Misano - La passione per i motori non ha genere. Lo confermano le giovani creator Alice Caspani e Francesca Galbusera. Intervistate in occasione del WDW a Misano, raccontano con ...

Perugia: Faroni ok per l’accordo, ora si aspetta Arena Curi: già entro la settimana il passaggio di proprietà?

(ASI) Il Perugia è vicino a passare di proprietà. Il comunicato congiunto di ieri tra la proprietà attuale e la cordata Arena Curi segna un punto fermo. La dichiarazione di intenti ...

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113